Il mistero delle dimissioni chieste dalla Giunta ai 5 professionisti della Commissione per la qualità architettonica: si allarga il caso politico

Sarà convocata la settimana prossima, forse giovedì 17 Giugno, la Commissione Urbanistica ( 3a Commissione) chiamata da Azione Civica e Pd comunale a fare chiarezza sulle ragioni e le responsabilità legate all’azzeramento voluto dalla Giunta estense della  Commissione per la qualità architettonica ed il paesaggio. Intanto oggi Anna Ferraresi, consigliera comunale  del Gruppo misto, dichiara di avere attivato sul caso le autorità di controllo e vigilanza e formalizzato un esposto alla Procura di Ferrara 

Il servizio

Le commissioni non si fanno e non si disfano a comando, e questo certamente la Giunta  del Comune di Ferrara lo sa. Non si stupirà, quindi, del terremoto politico e mediatico suscitato dalla decisione presa in questi giorni, in silenzio e in tutta fretta, di liquidare  la Commissione per la qualità architettonica ed il paesaggio, chiedendo le dimissioni dei suoi componenti, 5 professionisti: un ingegnere, un geologo, un geometra e due architetti, nominati poco più di un anno fa sulla base dei curricola selezionati e valutati come adeguati dalla Giunta stessa.

Intanto  in attesa della convocazione, che risulta fissata per giovedì prossimo, chiesta ieri da Azione Civica e Segreteria del PD comunale , della Commissione urbanistica per fare luce sulla vicenda, anche la consigliera del Gruppo misto, Anna Ferraresi, annuncia di voler monitorare la nomina dei nuovi componenti della Commissione: “È stato demolito, spiega, un edificio tutelato dal piano urbanistico, con modalità e tempistiche che destano enormi perplessità. Esperti della materia dicono in violazione dei regolamenti”, quindi aggiunge  di avere provveduto “insieme a tecnici del settore, dopo un attento studio dei documenti, ad attivare le autorità di controllo e vigilanza e la Procura di Ferrara, alla quale è stato presentato  un esposto dettagliato ed articolato”.

Il metodo usato, i cittadini ormai lo hanno capito, sembra  appartenere a questa Giunta di Centrodestra, che da un lato ama essere tutti i giorni sulla stampa per le iniziative di promozione della città e di autopromozione, dall’altro  mette la sordina o tenta di farlo, alle  azioni politiche più  delicate e potenzialmente controverse che dovrebbero proprio per questo essere  oggetto di confronto trasparente e democratico con le opposizioni, dal punto di vista di una corretta comunicazione con gli elettori.

Il silenzio usato in politica in genere per paura di perdere il consenso, diventa controproducente quando c’è  chi porta alla luce ciò he si voleva passare in sordina, diventa addirittura  una sorta di boomerang per i politici silenti,  perché genera sospetti, voci malevoli, dicerie nelle opposizioni, e  disorientamento nei cittadini.

Sta di fatto che in assenza di motivazioni ufficiali, ci si deve accontentare di qualche esternazione anonima: nella lettera con cui il Direttore generale del Comune di Ferrara ha chiesto o preteso le dimissioni, date da 4 membri della Commissione, ma non dal suo presidente, l’architetto Rinaldo Campi, che pare abbia chiesto a sua volta chiarimenti e il rispetto delle norme,  si parla o no di  interessi privati in atto pubblico?

L’accusa  pesantissima, per un professionista come per un politico, se c’è,  a chi è rivolta? Se non c’è,  quale altra motivazione può aver indotto la Giunta ad annullare una Commissione che è alle dirette dipendenze del Sindaco?

Quale sarà, infine, la reazione degli Ordini professionali di fronte ad uno smacco di questa portata?

E perché decidere di procedere, dopo avere impoverito di professionisti il vertice del settore comunale  dell’urbanistica e dell’edilizia privata, all’eliminazione di una Commissione necessaria per il buon andamento dei servizi alla città e che quindi dovrà essere al più presto ricostituita?

Ma quale professionista, c’è da chiedersi,  avrà voglia di candidarsi per un incarico che come è stato dato, può essere tolto  da un giorno all’altro in modo oscuro?

Dalia Bighinati

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