Il Palio incanta la città

Palio giuramento

Un evento straordinario. Diventa sempre più difficile trovare i giusti aggettivi per una manifestazione che ancora una volta ha stupito, ha esaltato, ha emozionato. Il Corteo Storico, segno distintivo del Palio di Ferrara, si è avviato dalla Porta degli Angeli con gli oltre suoi mille figuranti ed ha percorso corso Ercole I d’Este, una strada che il mondo ci invidia perchè è storia e cultura, con quei palazzi patrimonio di inestimabile valore.

E non esiste percorso alternativo per questa manifestazione che vede la Corte Ducale avviarsi verso il Castello Estense, seguita dalle otto Contrade.

Ad ammirare il corteo, nonostante l’aria pungente e la minaccia di pioggia, il pubblico delle grandi occasioni che salutato con grande calore il passaggio di dame e cavalieri, nobili e paggi, armati, uomini e donne del popolo, bambini e poi naturalmente musici e sbandieratori.

Dopo la Corte, con il Duca Borso, nell’ordine hanno sfilato il rione di San Benedetto e poi il Borgo San Luca, il Borgo San Giovanni, Rione Santo Spirito, Borgo San Giacomo, Rione Santa Maria in Vado, Rione San Paolo e Borgo San Giorgio.

Un evento ricco di elementi scenici che hanno calamitato l’attenzione dei presenti, così che neppure qualche goccia caduta nel corso della serata, ha creato qualche vuoto tra il pubblico.

Se impressionante per il rigore storico e la sontuosità è parso il Corteo Storico, assolutamente affascinante e se possibile, ancora più spettacolare rispetto alle passate edizioni è stato il momento della presentazione delle contrade e dell’iscrizione dei campioni che si daranno battaglia l’ultima domenica di maggio, in piazza Ariostea.

Nove momenti di teatro vero e proprio, dove l’abilità dei dicitori, la grande professionalità dei balletti e la scelta delle musiche sembra avere raggiunto punte mai viste, soprattutto perchè anche se qualche differenza la si è per forza notata, il risultato complessivo è stato davvero di altissima qualità e se ne’è accorto anche il pubblico della piazza che, normalmente freddino, sabato sera non si è stancato di applaudire.

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