Il parà Biasone: “Il suo vantaggio è che conosce molto bene questa campagna”

E’ ferito e una residente della zona lo avrebbe avvistato lunedì scorso, in mezzo alle frasche del verde di quella campagna che si trova fra Argenta e Molinella.

Quinto giorno di caccia al killer di Burdrio e Portomaggior: le ricerche proseguono e sono serratissime. Le forze speciali continuano la battuta di caccia a Igor Vlacavic, il Russo, o a Norberto Feher il Serbo.

E a coordinare le ricerche è un capitano dei paracadutisti di Tuscania, 28 anni, esperto in queste ricerche, si è formato in Afghanistan. Il suo nome è Stefano Biasone che ieri sera a Molinella, nella caserma dei carabinieri dove si tiene il coordinamento interforze ha spiegato che stanno facendo.

Il killer di Budrio e Portomaggiore continua la sua macchia e le forze dell’ordine proseguono nella ricerca. Droni, elicotteri, esperienza anche dell’aeronautica militare di Poggio Renatico sono stati messi in campo per stanare Igor che a quanto pare è nella zona dove i carabinieri cercano. I controlli scattatati dalla notte di sabato infatti hanno permesso di indivudare alcuni anscondigli dove avrebbe trovato rifugio nelle ultime cento ore.

Ortaggi morsicati forse da Igor per mangiare, una piccola imbarcazione che è sparita, e impronte nei cespugli lasciano pensare ai militari che Igor si trovi ancora in quella zona delle Valli di Campotto. Luoghi incontaminati, bellissimi che probabilmente lui conosce molto bene visto che pare ci viva da due anni.“E questo è il suo vantaggio” ha detto ieri sera il capitano Biasone.

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