Il porta a porta delle Feste dell’Unità

09 festa unità

Quest’anno il PD non avrà la propria festa provinciale al Barco: una scelta obbligata, resa inevitabile da una serie di considerazioni economiche, che tuttavia nasconde anche un tentativo di cambiare passo, di superare il modello classico delle grandi feste di partito.

Le ragioni economiche sono presto dette: nel 2013 e nel 2014 la festa di Barco ha comportato, per le casse del partito democratico, perdite per 20mila euro l’anno. Motivazioni diverse hanno concorso a questo risultato negativo: un fortunale che ha comportato nel 2013 danni ingenti, l’andamento climatico poco favorevole del 2014; ma il danno economico rimane. “Allestire una festa di partito di grandi dimensioni, con tensostrutture montate ad hoc, comporta oggi costi molto superiori rispetto al passato – spiega Maurizio Barbirati, tesoriere del PD ferrarese – Non si poteva certo tenere in piedi una festa che generava perdite di quella portata e contemporaneamente avere i sei dipendenti del partito a orario ridotto con contratti di solidarietà. Sarebbe stata un’incoerenza inaccettabile”.

Per questo, già durante la segreteria Calvano si era deciso di non portare avanti ulteriormente la festa provinciale: “si è preferito – spiega Leonardo Fiorentini, responsabile organizzativo del PD – almeno per la città di Ferrara, puntare su feste di quartiere, piccole, organizzate in strutture già esistenti, per esempio circoli o centri sociali”. Ma per Luigi Vitellio, attuale segretario del partito, la scelta non si motiva solo con ragioni economiche: “è necessario costruire un modello nuovo, per le feste di partito, che devono diventare meno autoreferenziali e più vicine alla gente e ai problemi quotidiani. Per questo, crediamo che la scelta delle feste di partito organizzate nelle strutture cittadine sia una scelta lungimirante, e non solo una scelta economica”.

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