Il progetto ‘Air break’ entra nel vivo con la piantumazioni di duemila alberi e arbusti in sei diverse zone della città

Prenderà il via a febbraio per concludersi entro aprile-giugno 2022, il percorso di forestazione urbana che sarà attuato nel nostro territorio nell’ambito del Progetto europeo “Air break” e che, grazie alla messa a dimora di duemila alberi e arbusti, è destinato a modificare profondamente l’immagine di Ferrara.

Il progetto, del valore di 243mila euro, è stato illustrato in mattinata nella residenza municipale di Ferrara dall’assessore comunale ai Rapporti Unife e Ambiente Alessandro Balboni, insieme al dirigente Servizio comunale Qualità Ambientale Alessio Stabellini, a Francesca Borea del Servizio Qualità Ambientale, al progettista Mario Assisi, al titolare e all’agronoma dello Studio Progetto Verde Morelli Giovanni Morelli e Stefania Gasperini, e alla docente di Idrologia di UNIFE Claudia Cherubini.

Affidato allo Studio Progetto Verde Morelli (vincitore di una procedura negoziale dell’assessorato all’Ambiente del Comune di Ferrara), e con la fattiva collaborazione dell’Università di Ferrara, l’iniziativa non si propone una semplice azione di forestazione urbana bensì l’attuazione di un percorso di vera innovazione. Si va infatti dall’impiego di un brevetto israeliano per ottimizzare le caratteristiche di habitat e terreni (il ‘vassoio Tal-ya’ in grado di ridurre del 50% il fabbisogno di acqua dei giovani alberi perché convoglia la rugiada mattutina e l’umidità verso le radici), all’utilizzo di essenze autoctone individuate e selezionate soprattutto per le loro specifiche capacità nel contesto ambientale e perchè in grado di assorbire gli inquinanti atmosferici. Anche la scelta dei punti di messa a dimora di alberi e arbusti (dalla zona Fiera a via Modena, dal parcheggio Kennedy e Baluardi di San Lorenzo e dell’Amore, da via Eridano e via Monteverdi) ha mirato a individuare e correggere singole criticità e sensibilità dal punto di vista ambientale, dovute a traffico, eccessivi insediamenti, precedenti abbattimenti di alberi per problemi di salute.

“Air break entra nel vivo e, con azioni concrete, inizia a cambiare, in meglio, il volto di diverse aree di Ferrara, rendendole più piacevoli da vivere e creando nuovi parchi e ‘oasi’ cittadine. – così l’assessore all’Ambiente Alessandro Balboni – L’effetto ambientale di queste piantumazioni e della progettazione da cui nascono è quello di assorbire gli inquinanti atmosferici, di contrastare il fenomeno delle isole di calore e di generare benefici al drenaggio dell’acqua in ambito urbano. La scelta delle alberature ha comportato un lavoro complesso di studio e analisi curato dall’Università di Ferrara, che ringrazio, e che ha tenuto conto delle potenzialità nella riduzione degli inquinanti in atmosfera, dell’aumento della biodiversità, del rafforzamento delle associazioni vegetali nei luoghi di intervento”.

Il progetto Air Break porta con sé, tra le altre azioni legate all’ambiente, anche un investimento di quasi 250mila euro per oltre duemila nuove piantumazioni in sei aree cittadine e per un impianto innovativo di irrigazione, a forte risparmio d’acqua, che sfrutta la rugiada.

Sono sei le aree individuate per il posizionamento dei nuovi alberi: la Fiera, con 620 nuove piante in previsione e la creazione di ‘stanze verdi’ formate da arbusti di diverse varietà botaniche, in prossimità delle quali poter avviare attività all’aperto in connessione con il sistema fieristico. Altri 552 nuovi alberi sono in previsione in via Modena, dove l’intera area di 4.600 metri quadrati – oggi di pertinenza del cimitero di Cassana – sarà trasformata in un parco, con filari di Tigli, noccioli, ibisco cinese, agrifoglio, sempreverdi, piante da giardino e fiori dell’angelo (definiti ‘di colore bianco crema molto profumati’). Inoltre, le altre zone interessate dall’investimento green saranno: le mura, in zona parcheggio Kennedy, e i baluardi San Lorenzo e dell’Amore – dove è prevista la messa a dimora di 60 piante di varietà tiglio selvatico, bagolaro e acacia. A queste si aggiungeranno anche 40 rampicanti. In via Eridano è prevista la creazione di isole alberate, ossia ‘macchie’ di verde estese su 4.500 metri quadrati con la collocazione di 74 alberi ad alto fusto (come il tiglio selvatico) e arbusti delle specie: ‘sanguinella’, nocciolo, ligustro, rosa canina. In via Monteverdi la nuova progettazione del verde sarà orientata a generare ombreggiamento e a produrre condizioni per favorire la gestione delle acque di drenaggio. A questo scopo saranno realizzate ‘macchie verdi’ ad elevata densità, con 35 nuovi alberi di diversa grandezza (delle varietà: carpino bianco, frassino meridionale, platano, farnia). “L’intenzione – è scritto nella relazione tecnica – è quella di creare uno spazio in cui le persone siano incoraggiate ad entrare, sentendosi protette dall’intenso traffico veicolare che percorre via Bologna”. Il progetto piantumazioni prevede anche la sperimentazione del “vassoio israeliano Tal-ya” (“rugiada divina”): nel terreno viene posizionato un vassoio seghettato in corrispondenza dell’arbusto, con tanto di foro centrale così da permettere alla pianta di crescere e svilupparsi naturalmente.

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