Il progetto Feris crea dibattito in città

Ha creato un ampio dibattito in città il progetto Feris, acronimo di “Ferrara è rigenerazione, innovazione, sostenibilità”, l’iter per la riqualificazione dell’ex-Caserma Pozzuolo del Friuli e di altre aree cittadine, quali Viale Volano e Via Caldirolo.

Nella conferenza tenutasi lo scorso 30 giugno in Comune, il sindaco Alan Fabbri e l’assessore Alessandro Balboni avevano parlato di 42 mila metri quadri di interventi di rigenerazione urbana, con nuove infrastrutture che porteranno nuovi posti di lavoro, nuovi posti letto per studenti ed investimenti di provenienza in buona parte da privati.

Un progetto illustrato in Commissione consiliare che si appresta ad essere sottoposto al voto in Consiglio comunale lunedì 11 luglio.

Uno dei temi che ha maggiormente diviso è il futuro dell’intervento nell’area di via Caldirolo, a ridosso del sottomura, che prevede – riporta la nota del Comune – la realizzazione di un parco urbano di circa 10.950 mq., la realizzazione di una pista ciclabile che favorirà e migliorerà l’accessibilità ciclopedonale a servizio della città e una struttura commerciale, atta a promuovere le condizioni di attrattività e competitività delle attività produttive e terziarie, con conseguenti benefici sull’economia locale e creazione di nuovi posti di lavoro. La struttura commerciale prevede la realizzazione di un tetto verde che consentirà una perfetta integrazione armonica dell’edificio all’interno del parco stesso.

La nuova area commerciale – di fatto un nuovo ipermercato che porterà un brand finora non presente a Ferrara – ha scatenato i principali commenti dalle opposizioni, ma anche da associazioni di categoria. Sostanzialmente, il principale timore è quello di un’ulteriore crisi dei negozi di vicinato e delle piccole attività, che si ritroverebbero un nuovo grande concorrente, in un momento difficile per tutti.

Per il Partito Democratico, in una nota a firma del segretario comunale Alessandro Talmelli, a prevalere è l’interesse privato, con una delibera che imposta l’urbanistica con la testa rivolta al passato, ignorando le richieste delle giovani generazioni sensibili ai tempi ambientali ed al consumo di suolo pubblico.

Più concentrata sull’aspetto economico, l’analisi di Alessandro Orsatti, presidente comunale di Confesercenti, il quale teme che a pagarne le conseguenze saranno i più fragili, ovvero i negozi di prossimità, che da anni stanno combattendo una battaglia impari contro queste mega strutture.

Il sindaco Alan Fabbri è quindi intervenuto – con una nota inviata alle redazioni domenica pomeriggio – in cui sottolinea in primis che nessuno dei soggetti interessati è pubblico, ma fanno tutti parte di privati: l’ex Caserma è patrimonio della Cassa Depositi e Prestiti, l’area di via Volano deriva da un fallimento dell’ex Edilizia Estense e il lotto di via Caldirolo è una proprietà privata.

Inoltre, ricorda che il Comune di Ferrara, in questi mesi di intenso lavoro, si è aggiudicato oltre 60 milioni di euro dal programma Next Generation Eu e se ci fosse stata la possibilità di finanziare questo intervento, con il Pnrr, lo avrebbe fatto.

Ma è la polemica politica che divampa, con il primo cittadino che sostiene che le amministrazioni di centrosinistra per decenni hanno riempito la città di supermercati e ipermercati, mentre oggi, improvvisamente, il Pd si finge contrario ad un insediamento che, per una volta, rispetterà paesaggio e verde urbano dell’area.

La parola ora passa in un Consiglio Comunale che promette di essere infuocato.

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