Il progetto “Fermare Apollo” arriva a Ferrara grazie all’UDI – VIDEO

Le tappe di una lunga lotta delle donne in Italia contro la cultura della violenza di genere.

Oltre Dafne fermare Apollo’ è il titolo della mostra che all’interno di Palazzo Crema a Ferrara svela attraverso il recupero di un mito famoso come quello della ninfa Dafne, come sia antico il retaggio di stupri e rapimenti nei confronti delle donne, dee, ninfe o comuni mortali, da parte di divinità maschili. Ma Apollo che insegue Dafne per possederla contro la volontà della ragazza è solo uno dei tanti miti a sfondo di una violenza sessuale che sull’Olimpo era una prassi diffusa.

A raccontarcene le storie, in anni recenti, è stata Eva Cantarella, storica e giurista, studiosa  di diritto greco e romano, che  nel volume “Gli amori degli altri. Tra cielo e terra, da Zeus a Cesare” edito da La nave di Teseo, definisce Zeus il primo molestatore seriale della storia occidentale. Del dio, solitamente seduttore è rimasta fama gloriosa, delle fanciulle spesso si sono perse se non le tracce la voce.

Tutto questo per spiegare come  si sia radicata nella nostra cultura occidentale l’immagine di una donna alla mercè del dio che per soddisfare capricci e istinti non va per il sottile.

La mentalità patriarcale si tramanda così anche attraverso queste narrazioni presentate come documenti del passato, perfino divertenti, mai  come testimonianze di una cultura e di rapporti fra i generi per noi oggi inaccettabili.

Dafne viene trasformata in alloro per pietà, per consentirle di sfuggire alla frenesia sessuale del dio venerato dal mondo classico anche come dio della bellezza, delle arti, della medicina, Apollo resta deluso, ma non viene fermato.

La mostra che fa parte di un progetto realizzato da UDI nazionale, capofila, con i partner UDI Ferrara e UDI Palermo, finanziato da un bando del Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, getta una luce diversa sul mito e racconta le tappe compiute in Italia nel ‘900 dai movimenti femminili e da una politica di affermazione dei diritti  e del rispetto fra i generi per costruire un mondo profondamente diverso.

Il visitatore, infatti, è accompagnato  da una linea del tempo attraverso la quale potrà scorrere le lotte delle donne per sconfiggere la cultura patriarcale e permissiva verso la violenza di genere. Il percorso prevede anche la proiezione di video, di manifesti politici e fotografie storiche che scandiscono il passaggio dei tempi e le conquiste delle donne in Italia negli ultimi 76 anni.

Con l’occasione si potranno vedere i lavori di studenti e studentesse di Ferrara delle scuole Dosso Dossi e Giosuè Carducci, che hanno partecipato al progetto “Il No alla violenza è una questione di libertà” realizzato da UDI Ferrara nell’ambito dello stesso bando DPO.Sul tema  del mito la conferenza “Sconfinare il mito. Un’altra narrazione tra mito e arte è possibile” si terrà all’interno di Palazzo Crema il 3 dicembre.

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