IL REGALO DELLA DESPAR 4T

Corso-4In occasione della festa di Natale 2012 la Despar 4 Torri lanciò al suo interno un’iniziativa che mirava a raccogliere fondi per l’acquisto di un defibrillatore per il Pala 4T. L’obiettivo era chiaro. La società, malgrado le difficoltà economiche che attanagliano qualunque attività, aveva comunque deciso di dotarsi di un prezioso strumento che, augurandosi di non doverlo mai usare, avrebbe potuto salvare una vita. A festa appena conclusa la società, ringraziando per il prezioso e generoso apporto arrivato da genitori, sponsor e amici, aveva dichiarato raggiunto l’obiettivo che, sia chiaro, sarebbe stato comunque centrato! Nella stagione scorsa malgrado ogni sforzo la società non è riuscita a far partire il progetto. Problemi di acquisizione dello strumento e i vincoli legati alla necessaria abilitazione per l’uso ne hanno rallentato il decollo. Di oggi la buona notizia. Da lunedì 11 novembre l’intero staff 4 Torri (allenatori e istruttori) partecipando ad un apposito, prezioso corso tenuto dal dottor Daniele Cariani, dirigente medico azienda USL Pronto Soccorso 118 Ferrara e referente del progetto “il tempo è vita”, è abilitato all’uso dello strumento rendendo finalmente operativa la preziosa iniziativa. Per la 4 Torri, che ama certamente ben figurare in campo, che va fiera del proprio stile ma che soprattutto considera i propri atleti come figli, il successo dell’iniziativa è certamente una delle più belle vittorie mai
ottenute. Per questo motivo la società desidera ringraziare pubblicamente il dottor Cariani, prima “pungolo” per l’attivazione del progetto e poi perfetto formatore e i tanti genitori che con il loro piccolo o grande aiuto hanno contribuito a questa stupenda vittoria. Nel nostro Paese una legge esiste, ma in sostanza non impone alcunché. E’ il volontariato che ha portato il mezzo salva vita nelle manifestazioni sportive, non una legge. Dal marzo 2011, tuttavia, un decreto dei ministeri della Salute e dell’Economia ha regolamentato la diffusione degli apparecchi salva vita e promosso la realizzazione dei programmi a tale scopo. Ad oggi, in attesa che l’apposita procedura di finanziamento faccia il suo corso, in
Italia ci sono solo 6.000 defibrillatori. Quanti ne servirebbero invece? La risposta porta ad un risultato dai numeri impietosi, visto che dovrebbero essere sessantamila, e visto che il loro utilizzo sarebbe fondamentale per salvare quello 0,7 per cento (e non è poco quando si parla di “vita”), per cui lo screening cardiovascolare non è sufficiente per dare garanzie assolute. Eppure oggi, stando all’ufficialità, non c’è una legge che renda gli apparecchi obbligatori.Tra il 2010 e il 2012, come spesso purtroppo accade in Italia, si è mosso tanto, per nulla. Questo momento, però, potrebbe essere importante per la salute, più che per lo sport italiano. Proprio da poco tempo, infatti, è entrato in vigore il decreto (del 26 aprile scorso) su certificati sportivi e defibrillatori. Per intenderci, il classico certificato medico di “sana e robusta costituzione” è stato cestinato, ma soprattutto le società sportive – sia professionistiche che dilettantistiche – dovranno dotarsi di defibrillatori semiautomatici e di personale abilitato a usare l’apparecchio e pronto a intervenire. Le società professionistiche avranno 6 mesi di tempo per farlo, quelle dilettantistiche 30, cioè fino a ottobre 2015. Gli oneri saranno a carico delle società (il costo dell’apparecchio va dai 1000 ai 2000 euro circa). Intanto in Italia ci sono circa 6 milioni di atleti
agonisti e quasi 20 milioni di non agonisti che continuano ad aspettare. Forse, più che una nuova serie di palloni o di divise più alla moda, sarebbe giusto investire su un oggetto che dimostra di aver veramente “a cuore” il bene degli atleti.

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