Il ricordo di Falcone, a 25 anni dalla strage di Capaci

Venticinque anni fa, perdeva la vita il giudice Giovanni Falcone nel terribile attentato di Capaci. Tante le iniziative per ricordare il suo impegno contro la mafia.

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”: è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a citare il giudice Giovanni Falcone, ricordandolo durante le celebrazioni del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci tenutesi a Palermo.

Era il 23 maggio 1992, quando un feroce attentato mafioso uccise, vicino allo svincolo autostradale di Capaci, Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo ed i tre agenti della sua scorta. Il successivo 19 luglio, in via d’Amelio, sempre a Palermo, un’autobomba spezzò le vite del magistrato Paolo Borsellino e di cinque agenti di scorta. Ed a 25 anni di distanza dai terribili attentati, nel giorno precedente dell’anniversario, un nuovo oltraggio attraverso un agguato con cui è stato ucciso a colpi di pistola, in strada, Giuseppe Dainotti, 67 anni, boss mafioso condannato all’ergastolo ma scarcerato nel 2014. Nei delitti di mafia “di casuale non c’è mai niente”, ha commentato l’omicidio il presidente del Senato, Pietro Grasso.

Tante le iniziative per ricordare il triste anniversario di 25 anni fa. Il Comune di Cento, insieme a Libera, ha organizzato una serie di iniziative di cui è stato protagonista Rino Germanà, medaglia d’oro al valore civile, collaboratore di Borsellino, già questore di Forlì e Piacenza. Nelle mense scolastiche di nidi, scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado del territorio centese è stato proposto un menù, preparato con i prodotti delle terre confiscate alla mafia. Infine, sabato 27 maggio, alle 17, alla Coccinella Gialla, andrà in scena lo spettacolo realizzato dalla classe 4ª B della scuola primaria ‘Il Guercino’, ‘E vissero felici e legali’. Il tutto, affinchè il senso dell’impegno di Falcone e Borsellino continui ad essere trasmesso e assunto in maniera condivisa, soprattutto dai più giovani.

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