Il “sogno” di Stefano Muroni: “A Gherardi il Villaggio del Cinema”

Di ieri l’appello alla Regione di Stefano Muroni, attore, produttore, scrittore e imprenditore della creatività ferrarese perché faccia suo il progetto di trasformare un borgo spopolato del Basso Ferrarese in un luogo dell’arte, dei giovani  e soprattutto della cinematografia italiana.

Chi lo conosce sa che quando si mette sul piede di guerra, che per lui significa passare da un sogno alla sua realizzazione, potranno passare mesi e anche anni, ma il sogno si avvererà.

Lui è Stefano Muroni, trentun anni, nato a Tresigallo, ferrarese fino nel più profondo dell’anima , se con “ferrarese” si intende chi conosce la storia, la cultura, la topografia l’economia le tradizioni, il passato e il presente di questa provincia che troppo spesso negli ultimi decenni ha dimenticato la ricchezza potenziale , la biodiversità umana delle sue comunità, oltre a quella  della flora e della fauna dei suoi straordinari luoghi umidi, solcati da acque, temute, ma  mai abbastanza valorizzate.

Pur sapendo che oggi l’acqua è davvero una delle risorse più preziose del pianeta.

Stefano Muroni è un giovane uomo che crede profondamente in se stesso, ed è riuscito ad intraprendere la strada che fin da bambino sognava di imboccare, perché a quel sogno ha dedicato con forza, lealtà e coraggio tutte le sue energie. Sognatore, sì, ma anche gran “faticatore” , come studente e come studioso, come attore e come produttore, come figlio di una terra oggi quasi del tutto abbandonata, Gherardi, dove lui ha preso casa di recente, e che il nonno con i suoi racconti gli ha insegnato ad amare.

Stefano Muroni dovrebbe essere studiato come percorso umano esemplare di crescita positiva. Lui si è raccontato in un recente incontro  della serie dei Ted a Ferrara  e ha invitato i giovani a seguire il suo esempio: a credere cioè nei propri sogni. L’importante, naturalmente è averli. Lui li ha e sono diventati la sua passione per il cinema e per il teatro, per l’arte della recitazione in particolare, ma anche per il cinema, per la scrittura, e la sceneggiatura.

Una passione che da anni ha messo l servizio dei più giovani, prima con il Centro di preformazione attoriale, poi da qualche anno con la Scuola d’arte cinematografica intitolata a Florestano Vancini, e infine con Ferrara, la città del cinema.  Ferrara e la Regione si sono accorti da tempo di lui, e dovrebbero avere capito che puntare sui suoi sogni porta bene, perché lui è uno che lavora sodo per trasformarli in realtà e soprattutto perché ama lavorare in squadra e cooperare senza riserve con quelli con cui lavora. Un sognatore e un creatore di imprese belle e contagiose.

La sua giovane età accentua la sua carica di entusiasmo, ma non è affatto privo di concretezza e lo dimostra il fatto che sa circondarsi delle persone giuste. Il fratello, Giuseppe, storico,  il maestro di una vita, Massimo Malucelli , attore, direttore artistico del Centro.

La lettera aperta che ieri Stefano Muroni ha inviato a Il resto del Carlino con il suo appello dovrebbe toccare non solo chi ama Gherardi, dove lui vorrebbe fondare un Villaggio del Cinema, né soltanto i politici in cerca di occasioni di rilancio per quest’area così fuori dalle logiche di sviluppo della Regione, ma tutta la comunità provinciale, perché questo è un bel sogno che potrebbe dare a Ferrara una identità nuova, sì, ma che  appartiene alle sue radici storiche e culturali. Ha soltanto  bisogno di essere aggiornata e rivitalizzata. La scuola d’arte cinematografica, con i suoi  120 allievi, tutti giovani e giovanissimi, gli oltre 250 iscritti della Tenda Summer School legata al Centro di preformazione attoriale, sono un’ ottima base su cui far germogliare questa impresa. Un sogno? Io lo chiamerei una splendida alternativa all’incubo dello spopolamento a cui Gherardi e altre piccole comunità vicine sembrano condannate in un silenzio che dura ormai da troppi anni.

Dalia Bighinati

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