Il Teatro e la Contrada S.Giacomo ricordano Foà

12 foa

Sabato scorso è scomparso Arnoldo Foà, nato a Ferrara il 24gennaio del 1916, era considerato il decano del teatro italiano. Ecco come lo ricordano il Teatro Comunale e Gianantonio Braghiroli, della contrada S. Giacomo.

Artisticamente era cresciuto tra Roma e Firenza, ma nella sua Ferrara, dover era nato il 24gennaio del 1916, ci è tornato molte volte. Arnoldo Foà è scomparso sabato scorso all’età di 97 anni e si moltiplicano i ricordi delle emozioni che ha regalato alla sua città.

Nel 2008, racconta Gianantonio Braghiroli, per anni presidente della Contrada San Giacomo, si ebbe l’idea di chiedere ad Arnoldo Foà la sua disponibilità per una serie di letture  tratte dalle opere di Ludovico Ariosto, in occasione della Giostra del Monaco. Con un travolgente entusiasmo, nonostante i 90anni, Foà accettò e, racconta ancora Braghiroli, fu un successo “tanti tantissimi spettatori sul baluardo della Fortezza ad ascoltarlo, e la sua voce fresca e calda ad ammaliarci”. “A spettacolo finito, a suo agio e rilassato, magari un po’ infreddolito, è rimasto a parlare con tutti ed a fare autografi, poi cappellacci ed foàancora battute e risate.” “credo, conclude Braghiroli, che solo nei giorni seguenti ci siamo veramente resi conto dello Spettacolo che  abbiamo, grazie a lui, offerto ai tanti spettatori venuti ad ascoltarlo”.

E anche il Teatro Comunale di Ferrara ricorda Arnoldo Foà, attore tra i più grandi del teatro italiano, che durante la sua lunga carriera è tornato diverse volte nella sua città natale. La prima con Ruy Blas di Victor Hugo nel 1967 e l’ultima nella stagione 2004/2005, quando ha prestato la sua inconfondibile voce al protagonista di “Novecento” di Baricco. Proprio in quell’occasione, e proprio a proposito dell’aspetto vocale, fece una dichiarazione acuta e spiazzante, ed è con queste parole che il Teatro lo vuole ricordare: «Io non ho mai pensato all’aspetto vocale, questa della voce è un’etichetta che mi hanno appiccicato addosso e che un po’ mi secca. Mi sento più un’anima che una voce. Nella mia carriera ho conosciuto attori stupendi con voci bruttissime: la voce è uno strumento, tutto dipende da come viene usata».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *