Il terremoto del 2012: l’amarcord non è celebrazione, ma incentivo alla memoria collettiva – VIDEO

sisma 8 anni dopoA dieci anni dal terremoto che colpì nel maggio 2012 una striscia densamente popolata  dell’Emilia, , con un importante livello di industrializzazione, un’agricoltura fiorente e un alto tasso di occupazione, a vedere i risultati della ricostruzione si rischia di dimenticare l’enorme lavoro compiuto in questi anni, per la gestione dell’emergenza e poi per la ripresa.

Per questo non solo è doveroso ricordare e farne un anniversario importante, ma necessario, per contribuire con la rivitalizzazione della memoria collettiva a mantenere alta la tensione politica sulla necessità di investire in prevenzione sismica.

A chi si domandasse a che cosa serve ricordare un terremoto accaduto dieci anni fa, di cui si sono perse abbastanza per esteso le tracce grazie ad un lavoro di ricostruzione fondamentalmente veloce e riuscito di case, scuole, edifici industriali, agricoli, pubblici  – meno in verità le chiese e i luoghi di culto – quasi tutti edifici monumentali, la cui ricostruzione si presenta, dunque particolarmente complessa e costosa?

Si rende omaggio alle vittime, certo, si  ricorda l’operato di chi si è messo a disposizione dei terremotati,  protezione civile in primis, forze dell’ordine, sanità, mondo della scuola, istituzioni pubbliche e private, associazioni di volontariato, gente di spettacolo, l’informazione dei media,  e poi?

Per rispondere in modo convincente basterà, credo,  ricordare la sorpresa che ci colse  la mattina del 20 maggio, quando la maggior parte di noi realizzò che quello che stavamo vivendo era un terremoto, un evento catastrofico che aveva in pochi secondi distrutto vite umane,  capannoni industriali, case rurali, case, messo in crisi una intera filiera industriale di rilevanza internazionale che lungo quella striscia di emilia fra Ferrara e Reggio Emilia aveva il suo cuore pulsante.

Il  biomedicale, la meccanica, una fiorentissima agricoltura, l’industria alimentare con i suoi raffinati e ricercati nel mondo prodotti unici come il formaggio grana, di cui ricordiamo la distruzione di tante forme.

Solo i geologi sapevano che anche il nostro è un territorio a significativo rischio sismico, ma la loro voce isolata non era riuscita ad arrivare ai decisori politici, né tantomeno ai cittadini.

Ricordare l’evento catastrofico a distanza di anni dai fatti è importante per noi, per  la politica , che se ricorda farà scelte adeguate , e per la scienza, che proprio incrociando i dati storici con le rilevazioni geologiche è riuscita ad oggi a costruire   non solo le mappe del rischio sismico, ma la serie storica dei terremoti, creando , grazie all’asusilio di moderni software la possibilità di fare previsioni di tipo probabilistico sulla periodicità che in uno stesso luogo si verifichino terremoti e di quale intensità.

Dalia Bighinati

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