“Ernani” di Verdi, dal 4 febbraio al Teatro Comunale – PRIMA DELLA PRIMA IN TV

Andrà in scena venerdì 4 e domenica 6 febbraio, al Teatro Comunale di Ferrara, l'”Ernani” di Giuseppe Verdi. L’opera è stata al centro dell’ultima puntata di “Prima della prima in tv”, in onda su Telestense giovedì 3 febbraio alle ore 20.

Ne vediamo una anticipazione.

Comunicato a cura del Teatro Comunale di Ferrara

Il Teatro Comunale di Ferrara prosegue la Stagione d’Opera con la nuova produzione di Ernani di Giuseppe Verdi, in scena venerdì 4 febbraio alle ore 20 e domenica 6 febbraio alle ore 16. 

Giovedì 3 febbraio alle ore 19.30 (e non alle ore 17, come precedentemente comunicato) al Ridotto del Teatro Comunale prosegue l’appuntamento con Prima della Prima, ciclo di incontri gratuiti di presentazione dell’opera in cartellone.

Ernani_foto di Gianpaolo Parodi_8Presenti il regista Gianmaria Aliverta, il direttore d’orchestra Alvise Casellati, il tenore Gregory Kunde e il soprano Francesca Dotto. L’evento sarà moderato dal direttore artistico Marcello Corvino e sarà trasmesso anche in streaming.

La quinta opera di Verdi è tratta dal dramma romantico Hernani di Victor Hugo, su libretto di Francesco Maria Piave. Fu rappresentata per la prima volta il 9 marzo 1844 al Teatro La Fenice di Venezia. Tra le più belle e note opere giovanili verdiane, in Ernani la forza pura della vendetta trova la sua massima espressione.

Dopo aver debuttato lo scorso dicembre al Teatro Municipale di Piacenza, Ernani a Ferrara vedrà sul podio Alvise Casellati, ideatore e direttore musicale di Opera Italiana is in the Air, alla guida dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini.

Ernani_foto di Gianpaolo Parodi_9Nel cast del dramma lirico in quattro parti ci sarà il celebre tenore statunitense Gregory Kunde nel ruolo del titolo, finora cantato solo in forma di concerto. Considerato uno dei più eleganti e completi cantanti sulla scena lirica di oggi, protagonista in tutti i principali teatri del mondo, Kunde arriva per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Abbado di Ferrara. Al suo fianco, nel ruolo di Elvira, il soprano Francesca Dotto, fin dagli esordi riconosciuta tra i più promettenti del panorama operistico, mentre il baritono Ernesto Petti vestirà i panni di Don Carlo e il basso Giovanni Battista Parodi sarà Don Ruy Gomez de Silva.

Completano il cast Federica Giansanti (Giovanna), Raffaele Feo (Don Riccardo) e Alessandro Abis (Jago). Il Coro del Teatro Municipale di Piacenza è preparato da Corrado Casati.

Firma la regia Gianmaria Aliverta, coadiuvato per questa nuova produzione da Alice Benazzi per le scene, dai costumi di Sara Marcucci, dalle luci di Elisabetta Campanelli, dalle proiezioni video di Luca Attilii e dai movimenti coreografici di Silvia Giordano.

Un allestimento, come lo definisce Aliverta, “dal sapore antico, ma che guarda alla contemporaneità grazie all’ausilio delle proiezioni”, che diventano elemento drammaturgico come moderne tele dipinte, nel pieno rispetto delle forme più classiche del teatro d’opera, “evocando di volta in volta le ambientazioni o gli stati d’animo”. Sarà “la provocazione della tradizione”, perché, spiega il regista noto per il Rigoletto in abiti femminili e Violetta in sedia a rotelle, “sarà uno spettacolo privo di riscritture drammaturgiche, di spostamenti temporali, uno spettacolo dove vengono rispettate non solo tutte le sue forme, ma anche tutte le sue didascalie”. Un Verdi all’insegna della tradizione in cui la vera “provocazione starà nel far venire a teatro” il pubblico, “senza sapere minimamente cosa aspettarsi, sfuggendo alle classificazioni. Perché il teatro deve stupire sempre”.

Da sottolineare, inoltre, che lo spazio scenico è stato pensato e realizzato per consentire alle masse artistiche di mantenere in ogni momento dello spettacolo le distanze di sicurezza, secondo le norme anti Covid.

Rispetto al libretto originale dell’opera, verranno proposti nel primo atto la cabaletta del basso “Infin che un brando vindice” che originariamente non faceva parte di Ernani, e il finale alternativo del II atto, scritto da Verdi nel 1845 per il tenore Nicolaj Ivanov, pupillo di Rossini, con l’aria di Ernani “Odi il voto, o grande Iddio”, raramente proposta.

Il nuovo allestimento è realizzato in coproduzione dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara con la Fondazione Teatri di Piacenza e la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia. La Stagione 2022 della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara è resa possibile dal sostegno del Comune di Ferrara, della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Cultura.

Prima della Prima è un’attività realizzata grazie al contributo concesso alla Biblioteca della Fondazione Teatro Comunale dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura.

Biglietti da 15 a 63 euro (intero). Sono previste riduzioni per senior (over 65), under 30, under 20 e abbonati alla stagione lirica 2019/2020 e gruppi. Durata dello spettacolo 2 ore e 45 minuti circa, compresi due intervalli. Per accedere è obbligatorio il Green Pass rafforzato.

Informazioni e vendite: 0532.202675 e [email protected] Maggiori informazioni sul sito www.teatrocomunaleferrara.it

La vicenda

Il dramma si svolge nella Spagna del 1519 e ad Aquisgrana. Il bandito Don Giovanni d’Aragona, Ernani, è alla guida di una battaglia contro il Re Carlo, per vendicare il padre ucciso. Ernani va al castello di Don Ruy Gomez de Silva per rapire la sua innamorata Elvira, sposa promessa a suo vecchio zio.

Le vicende si complicano quando lo stesso Carlo, in incognito, va al castello per dichiarare il suo amore a Elvira. Ernani rivela a Silva che anche il re è innamorato della donna. I due stringono un patto per vendicare le loro offese: Ernani consegna un corno a Silva, quando vorrà la sua morte non dovrà far altro che suonarlo. Re Carlo decreta nel frattempo la loro morte. Solo l’intervento appassionato di Elvira li salverà. Carlo, impietosito, annulla la condanna e permette che Elvira si sposi con il suo amato Ernani. Durante una festa per i preparativi delle nozze, però, si odono i suoni sinistri di un corno. È Silva, memore del patto stipulato con Ernani. Per rispetto verso la promessa fatta e verso il suo onore, è costretto a rispettare il giuramento. Ernani si uccide, lasciando l’amata nella più completa disperazione

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