Immigrati a Ferrara: quanti sono, dove sono

immigratiQuanti sono oggi i profughi di origine straniera, prevalentemente africana, ospitati tra Ferrara e la provincia?

In ottobre erano arrivati, come abbiamo riferito ieri sera, a quota 280; l’ultima rilevazione, che è stata effettuata una settimana fa dal comune di Ferrara, ci parla di un numero che è leggermente calato: 235 persone accolte sul territorio dalla cordata di cooperative e associazioni del terzo settore di cui è capofila l’Agenzia Servizi alla persona di Ferrara. Nel conteggio non è compresa la comunità di accoglienza di don Giorgio Lazzarato a Salvatonica

La maggior parte delle persone accolte (188), è stata raccolta in mare nel canale di Sicilia durante l’operazione Mare Nostrum, e inviata a Ferrara dal Ministero degli interni. Altri 47 sono arrivati autonomamente, ma hanno comunque bisogno di assistenza.

Queste persone sono accolte in varie strutture, o in appartamenti presi in affitto, non solo a Ferrara, ma anche in Provincia: Codigoro, Vigarano, Ostellato, Copparo e via dicendo. La grande maggioranza di loro è assistita dalla cooperativa Cameloto, di cui abbiamo già parlato, che si occupa attualmente di 91 persone; l’associazione viale K fondata da Don Bedin e l’associazione Filippo Franceschi, che gestisce la Casona di Cassana, si occupano ciascuna di 37 profughi richiedenti asilo. Altre associazioni, enti di formazione, cooperative, partecipano al progetto con quote molto inferiori.

Si conferma dunque la presenza preponderante di Camelot nel settore dei servizi legati all’accoglienza di immigrati e profughi richiedenti asilo. Proprio oggi, su questi tema, interviene Francesco Rendine, consigliere comunale di GOL, Giustizia Onore e Libertà. In agosto Rendine – insieme a Matteo Fornasini di Forza Italia – aveva chiesto ragione dei numerosi servizi in appalto conferiti dal Comune alla cooperativa Camelot: tra questi, la gestione dell’emergenza Libia del 2012, assegnata a Camelot senza gara d’appalto, trattandosi di situazione di emergenza nazionale.

Il 24 novembre il collegio dei revisori del Comune ha dato un proprio parere finale sulla questione, che Rendine considera, per sè, una mezza vittoria: per il passato non ravvisiamo irregolarità, dicono i revisori, ma per il futuro meglio procedere sempre, in nome della trasparenza, a gare d’appalto ad assoluta evidenza pubblica. Questo è il consiglio che i revisori danno all’amministrazione.

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