Imprese, Confartigianato: “Concordato in bianco da rivedere”

Paolo Cirelli
Paolo Cirelli

“Il concordato in bianco del decreto crescita è un’ancora di salvezza o una tagliola?”. E’ quello che si chiede la Confartigianato a ormai un anno dall’entrata in vigore del provvedimento.

L’associazione lancia così l’allarme ‘speculazione’. Il vice segretario di Confartigianato Ferrara, Paolo Cirelli, ritiene il meccanismo perverso.

Il concordato in bianco infatti concede alle imprese di autocertificare la propria posizione di difficoltà economico-finanziaria, con diritto di sospendere i pagamenti ai creditori per un periodo che va dai 60 ai 180 giorni.

Creditori che per Cirelli non possono agire esecutivamente né chiedere il fallimento dell’azienda debitrice. L’associazione diretta da Giuseppe Vancini rivela che cominciano a contarsi i casi di aziende che rischiano la chiusura.

“Registriamo un utilizzo disinvolto del provvedimento – afferma Cirelli – , che si sta rivelando un premio per troppi, una comoda alternativa al fallimento che umilia e lascia a mani vuote la maggioranza dei creditori, in particolare i medio piccoli”. Confartigianato chiede così una maggiore attenzione ai requisiti delle imprese che partecipano agli appalti e un maggior frazionamento degli importi.

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