Imprese, ferraresi sempre più pessimisti

La crisi morde l’economia ferrarese. Fra luglio e agosto di quest’anno sono scomparse 222 aziende e dal 2008 ad oggi oltre il 13% dei giovani under 30 ha dovuto rinunciare all’impresa che aveva creato.

A questo si aggiunge che un ferrarese su tre vede positivamente la prospettiva di recarsi all’estero per un’occupazione, mentre quasi il 21% dei ferraresi lo farebbe se avesse l’opportunità di un posto fisso.

Il quadro sull’economia estense lo fa la Camera di commercio di Ferrara che annuncia – per un intervento sulla crescita dell’economia locale – degli incentivi sugli start-up di impresa. Entro novembre l’Ente di largo Castello, in collaborazione con le associazioni di categoria, sta mettendo appunto una serie di azioni concrete che serviranno a far nascere e a sviluppare nuove imprese. Società che però devono puntare sull’innovazione, precisa la Camera di Commercio.

Il pessimismo dei ferraresi intanto è aumentato. Si alza anche il numero di ferraresi che vedono il posto fisso come un sogno: dal 2011 ad oggi coloro che ci sperano infatti sono passati da oltre il 40 per cento a poco più del 26. E se da un lato il posto fisso è sempre più una chimera, secondo i dati dell’ente camerale, dall’altro il 41 per cento dei ferraresi pensa che le forme di lavoro flessibile sono sempre più forme di sfruttamento. A questo si aggiunge che quasi l’ottanta per cento dei residenti crede che i giovani siano sottopagati mentre solo il 21% ritiene che lo stipendio fermo ai 1000 euro sia giusto.

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