Imu 2012: l’aliquota non cambia

Anche la seconda rata dell’Imu 2012 rimarrà invariata rispetto a quanto deciso un anno fa. E dunque a dicembre per i contribuenti ferraresi non cambierà nulla. A decretarlo è stato ieri il consiglio comunale che ha approvato il regolamento Imu per l’anno 2012.

Un regolamento che prevede una tassa sugli immobili che sarà del quattro per mille per l’abitazione principale, con la detrazione di 200 euro e di 50 euro per ogni figlio a carico, mentre sale a un nove per mille, per la seconda casa.

Nel regolamento inoltre è prevista l’applicazione di un’Imu al quattro per mille anche per tutti i fabbricati di nuova costruzione destinati all’insediamento di nuove attività produttive, o per quegli immobili rilevati da imprese fallite.

L’amministrazione comunale inoltre ha confermato le agevolazioni per tutti quegli anziani che si trovano nelle case di riposo: per loro la casa nella quale non risiedono più, in città circa 200 persone, sarà equiparata alla prima casa, anche se la legge nazionale consentirebbe di considerala come una seconda abitazione.

Il provvedimento che di fatto è stato ratificato dal consiglio comunale dunque non modifica la seconda rata dell’Imu e per dicembre i caf, i centri di assistenza fiscale, che proprio alcuni giorni fa avevano lanciato un allarme nazionale perché in molte città d’Italia i comuni non hanno ancora deciso quale aliquota applicare per il calcolo della seconda rata, almeno quelli presenti nel capoluogo estense, possono stare tranquilli.

“Siamo riusciti a mantenere le aliquote decise un anno fa” dice con orgoglio l’assessore al Bilancio del Comune di Ferrara, Luigi Marattin. “Un’operazione che ha comportato numerosi tagli all’interno della nostra amministrazione, molte dei quali operati nei vari assessorati per oltre un milione e mezzo di euro”. Secondo una classifica pubblicata ieri dal Sole 24 ore infatti Ferrara appare fra le poche città italiane che hanno applicato le aliquote Imu più basse. Meglio di noi hanno saputo fare, Aosta, ma solo per la seconda casa, quella è anche una città di villeggiatura, l’Aquila, ma lì la colpa è ancora del terremoto del 2009 e Gorizia, Pordenone e Prato che applicano l’aliquota sulla seconda casa allo 7,6 per mille.

“Tagli – chiude Marattin – che noi ente locali abbiamo fatto ma che lo Stato continua a non fare”.

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