In Pinacoteca il busto in terracotta di Paolo Costabili, potente inquisitore ferrarese del ‘500 – VIDEO

Nuovo ingresso nella  Pinacoteca nazionale di Ferrara a Palazzo dei Diamanti del busto in terracotta policroma di Paolo Costabili, potente inquisitore ferrarese del Cinquecento.

A illustrare la genesi dell’opera e il lungo viaggio per tornare a Ferrara sono stati due studiosi di chiara fama, Andrea Bacchi, docente di Storia dell’arte moderna presso l’Università di Bologna e  Matteo Al Kalak, docente di Storia del Cristianesimo presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, introdotti da Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi.

E’ tornato a Ferrara dopo un lungo viaggio fra musei e collezioni private il busto in terracotta policroma di un potente ferrarese del ‘500 di cui si erano perse le tracce: Paolo Costabili.

Opera del grande scultore veneziano Alessandro Vittoria, concesso in comodato alle Gallerie Estensi per cinque anni dalla famiglia Poletti, sua attuale proprietaria, la scultura, che proviene dalla collezione Strozzi Sacrati, costituitasi a Ferrara e trasferita a Firenze alla fine dell’Ottocento raffigura uno fra i più potenti e temuti inquisitori della sua epoca.

Il busto è la versione in terracotta del busto in marmo oggi al Museo del Bargello di Firenze, eseguito dal Vittoria per ornare il sepolcro eretto per il domenicano ferrarese nel chiostro del convento di San Domenico in Castello a Venezia dove morì nel 1582.

Eesposta in Pinacoteca nella Sala 9,  la scultura è testimonianza storica e artistica dell’età della Controriforma che vide Paolo Costabili, , attivo in diverse città del nord Italia, come inquisitore severo e inflessibile fino a rasentare la crudeltà

.A Ferrara   dove nascque con il nome di Ferdinando il 23 luglio 1520 da un ramo cadetto della nobile e potente famiglia cui apparteneva Antonio, il committente del grande polittico per l’altar maggiore della chiesa di Sant’Andrea oggi anch’esso in Pinacoteca, Ferdinando Costabili  nel 1534 prese l’abito dell’ordine domenicano e il nome di Paolo nel convento di Santa Maria degli Angeli . e a Ferrara nel 1543 tornò dopo aver compiuto gli studi di teologia a Bologna, per insegnare logica nello studio annesso alla chiesa e al convento di San Domenico.A Genova, dove stette fra il 1555 e il 1565  dovette difendersi dall’accusa di complicità con un eretico.

chiamato a Roma da Gregorio XIII come maestro del Sacro Palazzo, e dunque teologo del papa e consultore del Sant’Uffizio, operò un controllo inflessibile sull’editoria e applicò in modo particolarmente severo le regole dell’Indice dei libri proibiti.

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