Inaugurata la chiesa di Corporeno, dopo il restauro – VIDEO

La chiesa di Corporeno, alle porte di Cento, è stata uno dei tanti edifici religiosi, pesantemente danneggiati dal sisma del 2012. Ieri si è tenuta la prima Messa solenne, dopo il completamente del restauro.

Con una grande festa, domenica 16 giugno è stata restituita alla comunità di Corporeno la chiesa di San Giorgio, dopo l’intervento di miglioramento sismico per un importo di 701.990 euro, di cui 606.300 euro finanziati dal commissario alla Ricostruzione e 95.688 euro provenienti da un contributo assicurativo. Si tratta di un edificio di culto ricco di storia, che risale al Trecento, ma fu ricostruito nel Settecento e conserva all’interno due pale del XVII secolo: ‘I misteri del Rosario’ di Guercino e ‘San Giorgio che uccide il drago’ di Matteo Loves.

La prima messa solenne è stata presieduta dall’Arcivescovo di Bologna Monsignor Matteo Maria Zuppi, affiancato da don Gabriele Carati e da quattro sacerdoti originari del paese, alla presenza del presidente della Regione Stefano Bonaccini e del sindaco di Cento Fabrizio Toselli.

«E’ importante ritrovare questa casa dove siamo comunità: una vittoria straordinaria – ha esordito monsignor Zuppi -. Una casa di tutti, in cui nessuno è mai ospite e in cui impariamo l’amore di Dio. Oggi però siamo più forti e consapevoli perché conosciamo il male, ma anche la capacità di risanare e ricostruire.”

Non ha nascosto la sua emozione il primo cittadino Fabrizio Toselli. «Ogni volta, oltrepassando la soglia di questi edifici religiosi e identitari che ci vengono restituiti dopo il sisma, provo la stessa emozione e la stessa sensazione di straordinaria pienezza.Sono le prove che ci vengono poste di fronte, spesso improvvisamente, soprattutto le prove più dure e apparentemente insuperabili, a farci capire chi siamo davvero: siamo una comunità solida e destinata per questo a non crollare”

Il presidente Bonaccini ha infine rimarcato che «viene restituito alla comunità il principale simbolo della paese. «È un fatto importante, perché l’identità delle nostre comunità passa anche attraverso la ricostruzione dei luoghi di culto, spesso depositari di tesori unici, che sono i segni più tangibili della bellezza delle nostre città, oltre che basilari nella dimensione religiosa.”

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