Inchiesta Ferrara Fiere: in attesa di chiusura o di nuovi riscontri? – VIDEO

Risale a due anni fa l’inchiesta su Ferrara Fiere, partita da un esposto per truffa di un ex fornitore, l’imprenditore Pietro Scavuzzo ex  collaboratore di giustizia di Cosa Nostra, testimone nei processi contro l’ex dirigente del Sisde Bruno Contrada, e, secondo recenti rivelazioni , autore di azioni diffamatorie nei confronti di funzionari della questura di Trapani ai tempi dell’attentato a Paolo Borsellino.

Dopo essere approdata nel marzo dell’anno scorso in Consiglio Comunale dove scateno’ diverse prese di posizione sia nei banchi dell’opposizione di Centrodestra che  nella giunta di Centrosinistra e nell’allora  sindaco Tiziano Tagliani, che intervenne in difesa dei vertici dell’azienda, partecipata dal Comune di Ferrara , il 9 giugno scorso l’inchiesta ha portato Carabinieri e Guardia di Finanza a compiere 13 perquisizioni coordinate dalla Procura di Ferrara, negli uffici di Ferrarafiere, della ditta di costruzioni A e C. di Concordia e nelle abitazioni di 14 indagati, amministratori e personaggi di spicco delle aziende coinvolte , fra le quali figura anche Acer Ferrara.

Pesantissime le accuse, che vanno  dalla concussione, alla truffa, al peculato, alla turbativa d’asta, e che riguardano, a quanto e’ dato per ora sapere, almeno due filoni di indagini, il primo relativo all’accusa di concussione mossa da Scavuzzo ai dirigenti di Ferrarafiere, che avrebbero preteso il 20% del valore dei contratti di fornitura in cambio dell’esclusiva degli allestimenti per l’impresa dello stesso Scavuzzo.
Il secondo relativo alla gara d’appalto pubblica per i lavori di adeguamento e messa in sicurezza post sisma 2012 della sede di Ferrara Fiere, di  cui Scavuzzo sembra abbia denunciato  forti irregolarita’ tanto da prefigurare le accuse di peculato e di turbativa d’asta.

Nel mirino degli inquirenti i 5 milioni di euro finanziati con i fondi post sisma dalla Regione, cui  in questi giorni il Consigliere della Lega, Stefano Bargi, ha presentato un’interrogazione per avere dati certi sui lavori, i finanziamenti, il ruolo dell’allora commissario post sisma, attribuito al Presidente della Regione:
un intreccio istituzionale e politico che coinvolge su più piani Ferrara fiere, Bologna fiere, la Regione Emilia Romagna e, attraverso la Holding Ferrara spa, il Comune di Ferrara e Acer  Ferrara.
Tanto è bastato per indurre Filippo Parisini, dal 2014 presidente e amministratore delegato di Ferrara fiere, a dare le dimissioni dai due incarichi che lo hanno visto in questi anni promotore di un’intensa azione di sviluppo dell’Ente fieristico e di apertura ad altre istituzioni cittadine di primo piano come l’Università di Ferrara, di cui Ferrarafiere ospita da due anni  il Polo delle Biotecnologie . “Ho preso questa scelta volontariamente – ha scritto Parisini –, a tutela della mia persona e quale atto di responsabilità nell’interesse dell’azienda che, dal 2014, so di aver guidato con passione, onestà e senza risparmiarmi, anche nei momenti più difficili e complicati. supportato, in questo percorso, da uno staff straordinario, che ha lavorato ogni giorno al mio fianco con grande professionalità, e da un cda che ringrazio per la fiducia sempre accordatami”.

Accanto a Parisini, fra gli altri 13 indagati figurano Nicola Zanardi, ex presidente di Ferrarafiere, l’ingegner Aldino Cavallina di  A e C, azienda vincitrice dell’appalto e Daniele Palombo, presidente di Acer Ferrara,  stazione appaltante per i lavori post sisma.

Le perquisizioni del 9 giugno scorso sono arrivate come un fulmine a ciel sereno sugli indagati:  che oltre a respingere le accuse  attraverso i loro  avvocati, si dichiarano, fiduciosi di poter dimostrare la loro estraneità  ad ogni contestazione, nelle sedi opportune, lasciando intendere, che, comunque, la figura del loro accusatore merita di essere approfondita per le vicende in cui in passato è stato coinvolto e che ne attesterebbero una credibilità quanto meno dubbia.
Quanto alle perquisizioni, arrivate dopo due anni di indagini, le ipotesi potrebbero essere due: o il Pm Savino intende fare indagini molto approfondite prima di chiudere, senza avere trovato prove attendibili,  un’inchiesta certamente pesante per l’intero establishment politico, economico e sociale ferrarese, oppure servono a cercare conferme ulteriori  conferme alle accuse dell’ex pentito di mafia, che potrebbero avere trovato, nel corso delle indagini, altri riscontri .

D.B.

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