Incontro Banche – Imprese oggi in Camera di Commercio

Due i temi all’ordine del giorno oggi in Camera Di Commercio a Ferrara dove il presidente, Carlo Alberto Roncarati, ha coordinato l’incontro programmato due giorni e mezzo fra  associazioni imprenditoriali e banche. In primo piano il credito  e l’organizzazione della ricognizione dei danni subiti dalle imprese in questi dieci giorni. Si tratta di definire l’impegno del mondo bancario nei confronti dell’emergenza, l’apertura di  credito alle imprese e alle famiglie colpite dai due terremoti di questi ultimi dieci giorni,  ma anche l’organizzazione della verifica e della certificazione del danno, necessari per dare alle imprese l’esatta valutazione di quanto è necessario fare per ripartire. L’area colpita dal terremoto di domenica 20 maggio e di ieri, martedì 29 maggio, è un’area importante per l’economia della regione e del ferrarese, così come all’interno della nostra Provincia, ha detto il presidente Roncarati: ci sono distretti industriali e  attività manifatturiere, che se restano inattive troppo a lungo, rischiano di scomparire dal mercato. Di qui la richiesta rivolta dalle associazioni di categoria alla Protezione civile, unico ente titolare delle certificazioni, perché vengano  arruolati al proprio interno i professionisti, ingegneri e architetti strutturisti, in grado di compilare, dopo le verifiche alle quali già si sono resi disponibili a titolo di volontariato, il modulo “AEDES” di certificazione del danno. Quanto alla necessità di un coordinamento che renda più funzionale i lavori, la CCIAA di Ferrara, si è detta disponibile ad ospitare un tavolo di lavoro permanente per favorire la comunicazione e, appunto, l’attivazione di interventi coordinati.
Sul piano del credito, le aziende chiedono l’ immediata liquidità dei plafond annunciati dalle banche, una erogazione rapida e a tasso contenuto, -uno e mezzo, due per cento – dei fondi per la ricostruzione. Le banche non guadagnerebbero nulla, ma avrebbero da Confidi una garanzia suppletiva in virtù dei fondi stanziati dalla  Regione ( 7 milioni e mezzo di euro) e da Unioncamere Emilia Romagna ( 1 milione e mezzo di euro), nove milioni di euro cui potrebbe aggiungersi il fondo centrale di garanzia, il cui intervento  dovrebbe portare all’80%   la garanzie per le banche.
Approvato dal comitato di presidenza di Unioncamere un intervento di 2 milioni di euro, che potrebbe contribuire a potenziare il fondo centrale di garanzia opure essere utilizzato per un intervento diretto in conto capitale per le piccole attività artigianali e commerciali. Interventi per un tetto massimo di 8000 euro a fonte di fattura e pari comunque al 50% del credito concesso. Oppure potrebbe azzerare i tassi di interessi del prestito.

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