Indennizi Carife: audizione in Parlamento. Cappellari: “Grave il problema dei rigetti”

Già Indennizzati 127.462 azionisti e obbligazionisti, sul totale dei 144.245 richiedenti. “Ma ora è grave il problema “rigetti” con il rischio di denuncia penale” spiega Marco Cappellari, presidente dell’associazione ‘Amici della Carife’. La sentenza del TAR è a favore dei risparmiatori” conclude Cappellari che ringrazie l’On. Cestari che interviene in Parlamento

 

COMUNICATO  STAMPA A CURA DI ‘AMICI DELLA CARIFE’

Prosegue l’operazione degli indennizzi a favore degli ex azionisti e obbligazionisti della ex Cassa di risparmio di Ferrara. Oggi pomeriggio Gianfranco Servello, presidente del FIR, Fondo Indennizzo Risparmiatori, è intervenuto in Parlamento in un’audizione presso la Commissione parlamentare banche. Servello ha fornito una serie di dati sugli indennizzi già “decisi” e “pagati” fino ad oggi.

I dati aggregati riguardano sia Carife sia le altre 5 banche (Banca Marche, Banca Etruria Carichieti, Popolare di Vicenza e Veneto Banca) che hanno subito l’azzeramento dei titoli.

Alla data del 28 marzo 2022, sul totale di 144.245 domande complessivamente pervenute, la Commissione tecnica ha definito n. 127.462 domande, per un controvalore complessivo di 845.182.204,76, corrispondenti all’88% delle istanze complessivamente pervenute, di cui: quanto al regime forfettario, n. 114.718 domande accolte, per controvalore di € 756.871.655,88, e n. 5.173 domande rigettate; quanto al regime ordinario, n. 7.099 domande accolte, per un controvalore di € 88.310.548,88, e n. 472 domande rigettate.

Con riferimento al numero e all’importo dei pagamenti effettuati, dall’inizio dell’attività alla data del 28 marzo 2022 risultano complessivamente eseguiti n. 135.088 Ordinativi Secondari di pagamento per un totale di oltre € 818,6 mln erogati a titolo di indennizzo.

L’associazione Amici della Carife, il 10 gennaio scorso aveva rivolto un “appello alla politica” chiedendo un intervento di tutti i parlamentari a amministratori della nostra comunità. “L’operazione degli indennizzi – commenta Marco Cappellari, presidente di Amici della Carife – sta proseguendo. Tanti ferraresi vedono comparire sul loro conto corrente bancario l’ormai inatteso indennizzo.

“Ma non siamo ancora soddisfatti – continua Cappellari – perché alcuni risparmiatori hanno avuto un rigetto della pratica di indennizzo e altri sono ancora in attesa di una soluzione. Ricordiamo che l’azzeramento è avvenuto il 22/11/2015 e l’annosa questione non si è ancora conclusa. Come sostenuto nel nostro appello di gennaio, non siamo assolutamente d’accordo sui “rigetti” attuati dal Fondo indennizzi (5.645 rigetti riguardanti i risparmiatori delle 6 banche), poiché, dopo l’assurdo azzeramento di azioni e obbligazioni, avvenuto dopo un piano di salvataggio di Banca d’Italia del luglio 2015, inspiegabilmente “pattumato 3 mesi dopo”, tutti i risparmiatori devono aver diritto all’indennizzo faticosamente ottenuto dopo una lunga e strenua battaglia.

Ciò che ci preoccupa – prosegue Cappellari – sono una serie di “rigetti”, avvenuti per lo più per errori di compilazione compiuti nel momento di presentazione delle domande, marzo/giugno 2020, avvenuto mentre il paese era bloccato e shoccato dal lockdown del covid, in cui era pressochè impossibile rivolgersi a banche, consulenti, legali e caf. Non riusciamo a comprendere perché il FIR non dia ai risparmiatori la possibilità di sanare la propria domanda presentando ulteriori documenti e chiarimenti”.

Anche una sentenza del TAR del LAZIO di pochi giorni fa ha dato ragione ad un risparmiatore che si opponeva al rigetto e chiedeva di poter sanare la domanda.

“Abbiamo informato della situazione l’On. Emanuele Cestari, che oggi interverrà nell’audizione della Commissione parlamentare banche, e ci auguriamo che il Consap/FIR, l’ente preposto agli indennizzi, comprenda la situazione e trovi una soluzione.”

“Il momento attuale dell’operazione indennizzi sta attraversando un momento di distorsione con autentiche “parentesi di follia”, poiché coloro che hanno sbagliato a compilare la domanda, oltre a non poter sanare la domanda, rischierebbero addirittura una denuncia penale di ufficio per false dichiarazioni da parte del Consap. Quindi: nessun indennizzo e denucia penale!”.

“Riteniamo che a Roma, il caso Carife non sia stato ancora pienamente compreso dal Consap/FIR, il quale ha dichiarato che avrebbero un diritto certo all’indennizzo (nel caso delle pratiche con violazioni massive) coloro che hanno acquistato le azioni dal 22/12/2011 al 23/5/2013. Peccato però che l’ultima vendita di azioni da parte della Carife si sia conclusa ad agosto 2011 ! Abbiamo più volte chiesto di essere ricevuti dalla Commissione Tecnica del FIR per spiegare il caso Carife.

“Ringraziamo l’On. Cestari per l’intervento odierno – conclude Cappellari – e chiediamo a tutte le forze politiche di supportarci in questa operazione di giustizia sociale, che ha rappresentato un autentico tsunami economico per il nostro territorio”.

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