Imprese: ripartire subito

Far ripartire l’economia, ma anche scongiurare il rischio che le aziende siano costrette a emigrare e a delocalizzare – fuggendo dall’Italia – per riprendere le produzioni. Sono queste le priorità intorno a cui si stanno muovendo istituzioni, associazioni di categoria e sindacati in queste ore immediatamente successive all’ennesima scossa di terremoto in Emilia.

Il primo a evocare questo rischio è l’ex premier Romano Prodi: “per scongiurare questo rischio – ha affermato Prodi – è necessario far ripartire il credito bancario, ma anche le infrastrutture su cui si appoggiano le imprese, per esempio i laboratori per la ricerca e l’innovazione”. Per il segretario generale della CISL Bonanni, è necessario invece un accordo di tipo sindacale d’emergenza per scongiurare il rischio di fuga delle imprese.

Rete imprese Italia, l’organizzazione che raccoglie le diverse associazioni della piccola impresa, chiede intanto al governo una serie di misure urgenti per integrare il decreto terremoto: esenzione totale dall’IMU per i fabbricati distrutti dal sisma o inagibili, e rateizzazione delle somme dovute al fisco per le imprese danneggiate.

Ma c’è chi pone un problema più radicale, ed è Assogenerici, l’associazione delle aziende di prodotti farmaceutici fortemente rappresentate nel distretto industriale di Mirandola. Il primo aiuto alle aziende terremotate, dice Assogenerici,  è il pagamento dei crediti che esse vantano dallo Stato.

Intanto le associazioni si muovono: Confcommercio, attraverso il presidente Sangalli, ha annunciato il versamento di 400mila euro come primo aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto; domani a Cento intanto, presso la sede di CMV si incontreranno le imprese dell’alto ferrarese aderenti a CNA, per fare il punto sulla situazione e sulle procedure da adottare per ottenere eventuali indennizzi.

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