Inferno al poligono di Porto: potrebbero spuntare le immagini delle telecamere

incendio Porto

Da qualche parte, tra le macerie incenerite del poligono di tiro di Porto Maggiore, potrebbero esserci le immagini necessarie a comprendere la reale dinamica dell’incendio che ha distrutto l’edificio provocando tre morti.

E’ uno degli elementi emersi oggi dall’interrogatorio effettuato dai Carabinieri di Ferrara nei confronti di Fabio Ghesini, classe 1985, gestore del poligono di tiro andato a fuoco. Ghesini, assistito dagli avvocati Alberto Bova e Elisabetta Stabile, ha spiegato che l’attività delle linee di tiro del poligono era ripresa da una batteria di telecamere le cui immagini venivano registrate sul disco fisso di un computer che potrebbe trovarsi ancora all’interno dell’edificio. Un dettaglio che ancora non era emerso nel quadro delle indagini e che a questo punto potrebbe indirizzare ulteriori ricerche sul posto.

L’incendio del poligono di tiro di Portomaggiore è avvenuto il 10 gennaio scorso: la magistratura ha aperto unì’indagine per omicidio colposo, che coinvolge anche il gestore del poligono, interrogato oggi. Ghesini si sarebbe messo a disposizione degli inquirenti dimostrando l’intenzione di collaborare alle indagini, fornendo disegni progettuali e fotografie dell’impianto prima della tragedia. L’ipotesi che la tragedia sia stata provocata almeno in parte da un cattivo funzionamento degli impianti di aerazione del poligono sarebbe stata implicitamente sconfessata da Ghesini, che avrebbe riferito: quando sono arrivato sul luogo del disastro ho visto il fumo del’incendio uscire proprio dai condotti di aerazione, testimonianza che funzionavano regolarmente.

Un pensiero su “Inferno al poligono di Porto: potrebbero spuntare le immagini delle telecamere

  • 20/01/2016 in 12:57
    Permalink

    E’ possibile che il boato e l’incendio sia stato provocato proprio dall’impianto di aerazione. L’aria espulsa, infatti, crea depressione e richiamo di aria esterna pulita. Se assieme aspira metano si crea una miscela esplosiva e conseguente incendio…….Da tenere presente che in zona può esserci metano disperso. Anche perché c’è l’impianto di stoccaggio di Sabbioncello, non troppo distante…..e perdite (vedasi sulla rete, disastro di Los Angeles dell’ottobre scorso), sono sempre possibili……Bisogna vedere poi, se l’eventuale rivestimento termo-acustico, era di materiale infiammabile.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *