Ingroia a Ferrara: “La mia rivoluzione”

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Corruzione dilagante, di cui il Caso Monte dei Paschi non è che l’esempio più recente, e classe dirigente da rinnovare integralmente. E’ questa la constatazione che ha indotto Antonio Ingroia ad entrare in politica lasciando il proprio ruolo di magistrato.

Lo ha spiegato lui stesso, intervenendo in conferenza stampa a Ferrara, accolto dalle candidate ferraresi – quasi tutte donne – della sua lista.

Molte delle proposte di Rivoluzione Civile, ha spiegato Ingroia affiancato da Giovani Favia, puntano sulla legalità, sull’aggressione dell’economia criminale e la lotta all’evasione fiscale, ma ci sono anche proposte più squisitamente economiche, per esempio per facilitare il credito alle imprese.

Quanto alla legislazione sul lavoro, Ingroia è molto chiaro: la riforma Fornero non va.

In conferenza stampa Ingroia ha aggiunto: il nostro è un movimento che mira a valorizzare la società civile, ma anche a coinvolgere i partiti che con coerenza hanno contrastato, in questi anni, il berlusconismo e il montismo. In questa chiave ha tra l’altro spiegato la scelta di mettere in lista, seppure non in Emilia Romagna, Roberto Soffritti, ex sindaco di Ferrara ma anche esponente nazionale dei comunisti italiani.

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