INPS: un italiano su tre assistito per la crisi Covid

L’INPS è’ stata la grande protagonista della risposta economica dello Stato alla crisi indotta dalla pandemia, come ha spiegato il suo presidente, nel presentare il 20 rapporto dell’Istituto alla Camera il 12 luglio scorso

Per l’INPS né Quota 100 né il Reddito di cittadinanza hanno centrato gli obiettivi: ridurre le diseguaglianze, che sono aumentate durante la crisi, impostare una riforma delle pensioni sostenibile ed equa in termini intergenerazionali. Questo il senso della relazione con la quale il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha presentato il 12 luglio scorso alla Camera il Rapporto annuale dell’Istituto.

Tridico ha spiegato, con cifre alla mano,  che raccontano la gravità della crisi,  come lo Stato abbia cercato di farvi fronte con interventi che  hanno raggiunto oltre 15 milioni di beneficiari, pari a circa 20 milioni di individui, per una spesa complessiva di 44,5 miliardi. In particolare, sono stati assistiti, ha detto Tridico,  4,3 milioni  lavoratori fra autonomi, professionisti, stagionali, agricoli, lavoratori del turismo e dello spettacolo; 6,7 milioni di lavoratori dipendenti in Cassa integrazione per una spesa complessiva di 23,8 miliardi. Mentre 210mila disoccupati hanno usufruito del prolungamento del trattamento di disoccupazione (Naspi); a 515mila famiglie è stata assicurata l’estensione dei congedi parentali, mentre 850mila nuclei famigliari hanno fruito del bonus baby-sitting.

Fra le misure a sostegno delle fasce più fragili della popolazione il  Reddito di emergenza a sostegno di 722mila famiglie, 216mila bonus per i lavoratori domestici e il Reddito o  la Pensione di cittadinanza per circa 2 milioni di  nuclei familiari (pari a circa 4 milioni di individui). “Tutti strumenti, ha affermato il presidente dell’Inps, che hanno contribuito a ridurre il rischio di tensioni sociali».

330mila I posti di lavoro salvati con il blocco dei licenziamenti da  marzo 2020-febbraio 2021, per oltre due terzi nelle piccole imprese. La crisi ha accentuato le disparità salariali. La retribuzione media annua dei dipendenti è scesa da 24.140 euro nel 2019 a 23.091 euro nel 2020, «una perdita di poco più di mille euro» dovuta alla cig e al taglio delle ore lavorate.

Sui sussidi a fondo perduto «Molto probabilmente l’intervento pubblico avrebbe potuto essere più selettivo nell’individuazione delle categorie da beneficiare», ha osservato Tridico. In tutto, i beneficiari sono stati 4,2 milioni, e ciascuno ha ricevuto in media circa 1.400 euro., ma nel caso dei liberi professionisti non ordinistici si mostra come la platea dei beneficiari del sussidio incondizionato si riduce drasticamente al 35% quando si introduce il controllo sulla caduta del fatturato”

Uno strumento per combattere le crescenti diseguaglianze potrebbe essere, secondo Tridico, il salario minimo per legge tra gli 8 e i 9 euro lordi l’ora. Ne beneficerebbero tra i 2 e i 4 milioni di lavoratori, che ora prendono meno.

Sul fronte della povertà “Non ha funzionato come doveva il Reddito di cittadinanza. La occupabilità dei percettori di RdC, purtroppo, è molto scarsa», ha ammesso Tridico, uno dei padri della riforma voluta dai 5 Stelle. Idem  Quota 100, misura sperimentale e triennale,  che ha permesso il pensionamento anticipato di 180 mila uomini e 73 mila donne nel primo biennio 2019-2020 ed  è stata utilizzata prevalentemente da uomini, con redditi medio-alti e con una incidenza percentuale maggiore nel settore pubblico, ma non ha dato impulso a maggiori assunzioni fra i giovani derivante dall’anticipo pensionistico».

L’opzione Donna ha permesso circa 35.000 pensionamenti nel primo biennio 2019-20. Dall’analisi di un campione di donne con i requisiti per l’adesione a questo canale di pensionamento, emerge che hanno scelto l’Opzione prevalentemente soggetti con redditi bassi, a volte silenti, ovvero senza versamenti contributivi nell’anno antecedente al pensionamento.

Fonte: INPS

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