Inquinamento ed ambiente, Pfas trovati nel fiume Po

Inquinamento ed ambiente: scoperto un nuovo inquinante nel fiume Po. Si tratta di Pfas, composti chimici utilizzati soprattutto per il rivestimento antiaderente delle pentole che causerebbero alcuni tipi di cancro. Un emergenza, quella del Pfas, esplosa nel 2013, quando il Cnr aveva scoperto una vasta contaminazione delle falde nelle province di Vicenza, Verona e Padova. Intanto si comincia ad affrontare drasticamente il problema della plastica in mare

Dal cambiamento climatico in atto alle plastica che sta divorando l’ecosistema di mari ed oceani fino al campanello d’allarme per il grande fiume Po, dove sono stati scoperti nuovi inquinanti, gli Pfas, che ancora non hanno limiti europei e nazionali.

Questo l’ambiente che rischiamo di lasciare alle nuove generazioni se non si riuscirà ad invertire una pericolosa tendenza. Tematiche molto sensibili ai ai giovani, lotte portate avanti con iniziative come lo «Sciopero scolastico per il clima» ispirato da Greta Thumberg, la sedicenne svedese giunta a Roma (in treno, perché inquina meno) per incontrare Papa Francesco.

Una tematica, quella ambientale, che ogni giorno registra campanelli d’allarme come quello della scoperta da parte di Arpa veneto, di un inquinante di nuova generazione, il Pfas, nel fiume Po, all’altezza di Castelmassa, in provincia di Rovigo. Si tratta di composti chimici utilizzati per rendere impermeabili all’acqua, allo sporco e all’olio le superfici trattate. Le persone più esposte all’inquinamento da composti Pfas, utilizzati soprattutto come rivestimento antiaderente delle pentole, secondo studi accreditati, hanno un maggior rischio di patologie riproduttive, di disturbi comportamentali nell’infanzia e forse anche di diabete e di alcuni tipi di cancro. Per questo motivo il governatore Luca Zaia rilancia la palla al Governo. La questione è nazionale, dice il governatore, non può essere racchiusa alle province di Vicenza, Verona e Padova.

Nel frattempo si comincia ad affrontare drasticamente il problema delle plastiche in mare con strade percorribili, Alla luce dei dati allarmanti dello studio di Legambiente e della direttiva europea che metterà al bando la plastica usa e getta a partire dal 2021, l’associazione emiliano-romagnola, per voce del suo Presidente Lorenzo Frattini, ha chiesto un impegno urgente alla Regione ed alle amministrazioni locali per anticipare i tempi della normativa aprendo un percorso virtuoso con i portatori di interesse come, ad esempio, la riduzione della plastica nelle mense

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