Interno Verde, il bilancio della terza edizione

Turisti in codaLa bellezza emerge dall’insieme.

È difficile immortalarla nei particolari, contenerla in qualche scatto.

Soltanto per un weekend all’anno Ferrara rivela le sue fattezze, la sua autenticità. Il successo della terza edizione di Interno Verde è già evidente: diverse migliaia di persone, provenienti da tutto il Nord Italia e non solo dalle province limitrofe, hanno visitato i 71 giardini gentilmente aperti da privati ed enti locali.

L’entusiasmo degli oltre 200 ragazzi volontari è stato fondamentale per rendere parchi, corti e cortili ancora più accoglienti. Un’atmosfera frizzante e familiare, come da anni non si respirava in città, si è diffusa sin dall’inizio del festival. La tombola di venerdì sera al Mercato Coperto, base operativa dell’evento, ha rianimato l’edificio: più di 300 persone di ogni età si sono giocate un nano da giardino a suon di numeri chiamati a gran voce. Oltre alle cinquine e ai sorrisi di tre generazioni, il gigante grigio del centro storico è stato occupato dagli imprenditori che hanno creduto nell’offerta della manifestazione, così i tatuaggi di “Pace e Inchiostro” o le incisioni dei forlivesi Guerri e Galante, che hanno sostenuto coi loro prodotti una concezione turistica basata sulle sinergie per evitare gli sprechi. Interno Verde è stato un fine settimana ecologico, ma anche ingegnoso, capace di proporre un’alternativa tanto redditizia quanto relazionale per uno spazio enorme che sconta la perdita della sua funzione dovuta alla crisi del commercio artigianale, avendo pure rischiato di diventare l’ennesimo parcheggio.

La tombola al Mercato Coperto, foto di Andrea Bighi«Interno Verde conferma la vocazione sociale del festival – afferma Riccardo Gemmo – che in superficie riguarda alberi, fiori e aiuole, ma in profondità si radica alle capacità e alla voglia che le persone hanno di conoscersi, di trascorrere del tempo insieme. Non si può restare impassibili di fronte alla bellezza, vince l’emozione e il piacere di condividerla». La meraviglia e lo stupore suscitati dai giardini nascosti, la tranquillità trasmessa da questi angoli pensati per il riposo e per lo svago, restano i protagonisti indiscussi di Interno Verde, appuntamento che si svolge grazie innanzitutto alla straordinaria generosità di chi sceglie di trasformare un luogo intimo come il proprio giardino in uno spazio collettivo.

«Se ragioniamo sul presente, sulla paura e sulla chiusura che spesso influenzano negativamente la qualità della vita quotidiana sia nelle metropoli sia nelle province, ci si rende conto di quanto il gesto di aprire una porta sia un atto politico, nel senso migliore e più alto del termine – conclude il presidente dell’associazione ilturco – rivolto alla polis, alla comunità».

Casa Hirsch, foto di Andrea Bigni

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