Invalsi dà i voti alla scuola

L’Italia scolastica viaggia due velocità. È questo il responso che emerge dai test Invalsi, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema scolastico.

Ai test quest’anno sono stati sottoposti gli alunni delle classi II e V della scuola primaria; della I classe della scuola secondaria inferiore e della II classe della scuola secondaria superiore. Introdotte nel 2008, le prove oggettive e standardizzate elaborate dall’Invalsi hanno raggiunto per la prima volta tutte le scuole del Paese. Obiettivo, capire il livello di formazione degli studenti e quindi stimare il livello didattico delle scuole che frequentano.

I dati diffusi dal ministero dell’istruzione dimostrano che chi studia al nord e, in diversi casi, al centro ottiene risultati in linea con la media nazionale o addirittura superiori; meno brillanti sono invece le performance nel Mezzogiorno e nelle Isole. Lì i risultati sono al di sotto della media italiana, con alcune eccezioni rappresentate dalla Basilicata, dalla Puglia e dall’Abruzzo che hanno recuperato gli svantaggi del passato.

I test avevano l’obiettivo di misurare le difficoltà degli studenti in italiano e matematica: i maschi sembrano più portati per la matematica, le studentesse per l’italiano. Con qualche difficoltà, da una pare e dall’altra: per esempio nell’uso della punteggiatura, in cui gli studenti sembrano manifestare notevoli incertezze.

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