Invasione di “Vespe” a #Ferrara

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 Il Vespa Club Ferrara informa che domenica 20 luglio si svolgerà il “10° Vespa Raduno Nazionale Città di Ferrara”. L’appuntamento, ormai immancabile per gli appassionati del settore di tutta Italia ed entrato di diritto nel calendario eventi di “Estate a Ferrara”, vedrà arrivare centinaia di Vespe da ogni parte d’Italia.

Il concentramento della manifestazione è ubicato in Piazza Ariostea, dove dalle ore 08:00 inizierà la registrazione dei partecipanti, mentre i mezzi saranno esposti nell’anello interno della piazza per poter essere ammirati da tutti gli appassionati delle due ruote e non solo. Il Vespa Club Ferrara offrirà a tutti gli aderenti al raduno una piccola colazione ed una busta di benvenuto. Le iscrizioni si chiuderanno alle 10:30, quando lo sciame si muoverà poco dopo per la tradizionale sfilata in centro storico per il saluto alla città, una sorta di festa che questa piccola grande moto dal design inconfondibile certamente merita, soprattutto se si considera che è il veicolo a motore più venduto al mondo, con oltre 17 milioni di esemplari venduti . Dopo il saluto alla Città la parata di vespe proseguirà per Voghiera.

Quest’anno Il Vespa Raduno Nazionale di Ferrara presenta alcune importanti novità, tra cui: la collaborazione del Comune di Voghiera, data dal Patrocinio e dalla concessione all’utilizzo della Delizia Estense di Belriguardo, per la sosta e all’esposizione dei mezzi, congiuntamente alle auto storiche del Club Vecchi Veicoli Voghenza che è compartecipante dell’evento. Infine il tutto sarà rallegrato dai figuranti del Palio della Contrada San Giorgio, che in costume daranno vita ad una raffigurazione di come il Duca D’Este riceveva i propri ospiti presso la Delizia; mentre il Consorzio Produttori Aglio DOP di Voghiera provvederà a fare dono agli ospiti del loro prezioso prodotto locale.

Il Vespa Club Ferrara, che con circa 400 soci è ai vertici dei club della regione, invita a partecipare numerosi all’appuntamento, anche solo per salutare chi è arrivato da molto lontano sobbarcandosi centinaia di Km. in solitudine, su di un mezzo che potrebbe sembrare un giocattolo. Sono passati 68 anni da quel lontano 23 aprile 1946, quando lo scooter italiano per eccellenza fu brevettato. Stiamo parlando naturalmente dell’intramontabile Vespa Piaggio, una vera e propria icona delle due ruote invidiata in tutto il mondo.

Il primo manifesto della Vespa, datato 1946, mostra una donna che sfreccia alla guida dello scooter. Scelta impopolare ma vincente: sacrilegio per un centauro ma commercialmente un successo. Quindici esemplari nell’aprile del 1946, 35 mila alla fine del 1949. Oltre diciassette milioni di Vespa nel mondo, dal 1946 ad oggi, è un numero che fa impressione. Per il singolare popolo dei vespisti è solo l’inizio di una rivoluzione divenuta fenomeno di costume. Un mondo a parte, quello dei quaranta mila iscritti ai Vespa Club d’Italia. La vespa, mito del design italiano, presto tradotto in stile di vita avventuroso e libero, anche grazie ad una campagna pubblicitaria ben congegnata. Indimenticabili gli slogan “Vespizzatevi” e “Chi Vespa mangia le mele”, “Fatti pungere dalla passione”», frasi assolutamente rivoluzionarie nel linguaggio dell’ epoca. Un simbolo che resiste da sessantotto anni. Progettata sugli scooter usati negli aeroscali da un ingegnere aeronautico, Corradino D’ Ascanio, la vespa fu dotata di ruote grandi, riprese dai carrelli degli aerei e di una forma più sinuosa, attraente anche per il pubblico femminile.

Ad ormai 68 anni dal lancio, lo scooter Piaggio è sempre più al passo con i tempi, anche se tiene uno stretto legame tecnico con002 il primo prototipo. Non bisogna infatti dimenticare che accanto alle LX e alle Granturismo introdotte in tempi recenti, sopravvive la serie PX, con motore a due tempi, cambio al manubrio, freno a pedale, avviamento a pedivella e ruota di scorta, che rimandano direttamente al lontano 1946.

Viaggiare su una Vespa ha qualcosa di filosofico: la sua non-velocità ti permette di guardarti intorno di intrufolare lo sguardo in spezzoni di vita altrui, di annusare gli odori, i profumi…Ti bagni con la pioggia e ti sciogli sotto il sole: a 70 Km orari non puoi scappare da nessuna intemperie. E pensi, pensi, hai tanto tempo per pensare. Una Vespa di ieri, come una dell’ultima generazione è sempre riconoscibile come una Vespa, non può essere confusa con nessun altro veicolo. “Le mode cambiano, Lei è per sempre”.

Di seguito l’elenco delle vie interessate alla sfilata:

  • Piazza Ariostea > Via Palestro > 4 S > C.so Martiri > C.so P.ta Reno > Via Kennedy > Via Volano > San Giorgio > Via Comacchio > Cona > Gualdo > Voghiera.

In C.so Martiri, causa il protrarsi dei lavori per motivi meteo, è probabile che il transito non sia possibile, in tal caso subirà la seguente variante:

  • Piazza Ariostea > C.so B. Rossetti > C.so P.ta Po > Via Cittadella > V.le Cavour > C.so Giovecca > P.le Medaglie d’Oro > San Giorgio > ecc.

Qualche aneddoto:

  • In pochi sanno che nel 1980 due Vespa PX 200 giunsero al traguardo della Paris-Dakar (era la seconda edizione di questa “classica” del deserto), condotte dai piloti M. Simonot e B. Tcherniawsky. La scuderia, di nazionalità francese e organizzata da Jean-François Piot, era assistita dal quattro volte vincitore della 24 Ore di Le Mans Henri Pescarolo. Il risultato è senza dubbio storico, perché è l’unico ottenuto da concorrenti non in sella a moto da enduro.

  • Nel 1952 il francese Georges Monneret costruisce una “Vespa Anfibia” per la corsa Parigi-Londra, e compì con successo la traversata della Manica.

  • L’anno precedente, la stessa Piaggio aveva realizzato un prototipo di Vespa 125cc per le gare di velocità, stabilendo il record mondiale sul km lanciato alla media di 171,102 km/ora.

  • La Vespa consegue anche un grande successo alla “Sei Giorni Internazionale” di Varese del 1951, vincendo 9 medaglie d’oro, più di ogni altra moto italiana.

  • Giancarlo Tironi, studente universitario italiano, raggiunge il Circolo Polare Artico in Vespa.

  • Una Vespa da combattimento. La Vespa, anche se nata come veicolo per uso civile, ebbe negli anni 50, anche una versione militare: la TAP (truppe aeree paracadutate) con colore mimetico e foro nello scudo, per il trasporto di un piccolo cannone con munizioni.

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