Istat: Ferrara tra città più “vecchie” e con tasso natalità più basso

nonni anziani nonno bambini pensionUn paese che si spopola, con metà della popolazione che ha più di 45 anni e troppe poche nascite.

È una fotografia preoccupante quella scattata dall’Istat nel 2017 per quanto riguarda la situazione demografica dell’Italia che, secondo lo studio pubblicato, nel 2065, richia perdere 6,5milioni di abitanti.

E Ferrara purtroppo è in linea con questa fotografia, diminuiscono gli abitanti e le nascite sono troppo poche rispetto ai decessi.

Non solo il paese invecchia ma si spopola. I bambini che nascono sono troppo pochi, rispetto al numero di anziani e di decessi, e non basta nemmeno più il contributo, in termini demografici degli stranieri che da qualche anno a questa parte sembrano essersi allineati alla tendenza degli italiani, e fanno pochi figli. A scattare la fotografia dell’Italia è l’Istat che lancia l’allarme guardando al futuro. Un futuro che, di questo passo, nel 2065 porterà il nostro paese ad avere una flessione demografica di ben 6,5 milioni di abitanti in meno. L’età media, poi, è destinata ad aumentare di 5 anni, con un picco di invecchiamento tra il 2045 e il 2050. Nel prossimo futuro, poi, i residenti saranno sempre più concentrati nelle regioni del Centro Nord e gli immigrati arriveranno a quota 2,6 milioni. Una fotografia che si allinea, purtroppo, a quella scattata nel 2017 dall’Annuario statistico del comune di Ferrara. La città estense si spopola, invecchia e nascono pochi bambini, esattamente come succede a livello nazionale.

Al 31/12/2016 la popolazione complessiva ammontava a 132.009 unità, oltre 1100 in meno rispetto al 2015. Il segno meno, dopo anni in cui, soprattutto la presenza di stranieri aveva trascinato la crescita democratica, è tornato dal 2014, anno in cui proprio la popolazione straniera ha visto un forte rallentamento. A contribuire alla diminuzione della popolazione ferrarese c’è stato anche il saldo negativo tra iscritti e cancellati all’anagrafe. Dopo tanti anni, nel 2016 sono state più le persone decedute o trasferitesi, quindi cancellate dall’anagrafe, di quelle nate o arrivate in città, e quindi iscritte nei registri cittadini. La città estense inoltre si conferma una città che invecchia, l’indice di vecchiaia, cioè il rapporto percentuale tra persone over 65 e giovani under 15 è tornato a crescere e si attesta al 261,2%, valore che posiziona Ferrara al quinto posto tra le città più “vecchie” d’Italia. L’età media dei ferraresi infatti è di 48, 5 anni, mentre la media nazionale è di 44,9 anni.

Non solo una città dove gli anziani sono più dei giovani, ma anche una città dove a fronte di 845 bambini nati nel 2016, ci sono 1781 morti, con un saldo negativo 936 unità. L’indice di natalità per il comune estense è del 6,4 per mille, sotto la media regionale e nazionale. Quanto alle famiglie ferraresi, a fine 2016 erano poco più di 65mila con un numero medio di componenti pari a 2. Continuano ad aumentare quelle unipersonali, che rappresentano il 40,5% del totale. Di queste circa la metà sono costituite da persone sopra i 65 anni. E che Ferrara sia una città che invecchia sempre più lo si evince anche dal fatto che nel 40,8% delle famiglie vive almeno un anziano mentre solo nel 6,9% delle famiglie vive un bambino fino a i 5 anni e nel 13,5% delle famiglie un adolescente tra 6 e 17 anni.

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