Istat e il “virus della povertà”

Quasi il dodici per cento (11,9%) degli italiani – 7,2 milioni – vive in famiglie con gravi difficoltà economiche, al limite della povertà.

Lo afferma l’Istat, il cui direttore del dipartimento statistica – Roberto Monducci – è stato sentito dalle commissioni bilancio di camera e senato in vista del documento di programmazione economica e finanziaria.

Tra il 2015 e il 2016 la situazione è peggiorata soprattutto per le persone anziane (con 65 anni e più): coloro che sperimentano gravi difficoltà economiche al limite della povertà passano dall’8,4% all’11,6%.

Le difficoltà in cui versano tanti italiani dipendono in buona parte dalla difficoltà di trovare un’occupazione. Difficoltà che si fa ancora più aspra per coloro che hanno un’età compresa tra 25 e 35 anni, tanto che l’indice di occupazione dei 35enni è il più basso d’Europa. Solo il 60,3% , di coloro che appartengono a quella fascia di età lavora; situazione molto grave secondo l’Istat, che osserva: alla fine della propria carriera lavorativa queste persone rischiano di non avere un’adeguata situazione contributiva, e quindi non poter contare su una pensione degna di questo nome.

Per contrastare il fenomeno, dice l’Istat, è necessario uno scatto dell’economia nazionale, che permetterebbe tra l’altro di centrare quegli obiettivi di crescita del PIL dell’1,1% che il governo ha fatto proprio per il 2017.

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