Italia, 28° per felicità e benessere nella classifica ONU

Mentre crescono i debiti delle famiglie, come ci dice oggi la CGIA di Mestre,  gli stipendi restano al palo ormai da oltre dieci anni, secondo i dati di Bankitalia, la vita si fa sempre più cara, e, quello che più preoccupa,  resta molto inadeguata l’attenzione verso i giovani, molti dei quali scelgono di finire gli studi e di cercare lavoro all’estero.

Da quando è entrata in vigore la moneta unica, l’euro, un dato è sotto gli occhi di tutti. Ovvero che il costo della vita è aumentato in modo esponenziale, mentre la retribuzione media dei lavoratori è rimasta praticamente immobile. A conferma di tale considerazione giungono le tabelle contenute nella relazione annuale di Bankitalia, Dall’inizio del nuovo millennio la busta paga dei dipendenti è praticamente ferma. Dal 2000 al 2010 le retribuzioni medie reali nette sono aumentate solo di 29 euro, passando da 1.410 a 1.439 euro (+2%). Inoltre non si arresta il gap tra centro-nord e sud-isole, differenze notevoli anche tra i due sessi. E’ quanto emerge dalle tabelle contenute nella relazione della Banca d’Italia elaborate dall’Adnkronos.

È quanto emerge dalle tabelle contenute nella relazione annuale di Bankitalia elaborate dall’Adnkronos. Risultati su cui pesa, ovviamente, la crisi economica e gli interventi che hanno toccato in particolare gli statali. Su cui, per il momento, sembra scampato il pericolo di un taglio delle tredicesime. A  questi dati si aggiungono oggi quelli forniti dalla   Cgia di Mestre sul peso dell’indebitamento medio delle famiglie italiane sul reddito disponibile – debiti contratti, per mutui casa, acquisto di auto/ moto e in generale di beni mobili, credito al consumo e  finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili,  Al 31 dicembre 2011 l’indebitamento medio delle famiglie italiane ha raggiunto i 20.107 euro: lo dice uno studio Cgia di Mestre. Le famiglie più esposte con le banche sono quelle della provincia di Roma, con una media di 29.435 euro, seguono quelle di Milano (28.680 euro), di Lodi (28.560 euro), Monza-Brianza (27.891 euro), di Prato (26.930 euro). Nell’ultimo anno l’aumento medio dei debiti delle famiglie è cresciuto di 911 euro. Da gennaio 2009 l’incremento é stato del 33,4%, in termini assoluti, di 5.039 euro. A guidare la graduatoria sono sempre le più ricche province del Nord a guidare la graduatoria dei consumi e dei debiti , con  Lodi (79,3%); Como (67,7%) e Varese (64,6%) in testa., ma al di là della mappatura – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – a soffrirne di più sono le famiglie economicamente più deboli: situazione è destinata a peggiorare con il progressivo aumento della disoccupazione . un segnale reso ancor più allarmante se si considera che la forte contrazione degli impieghi bancari avvenuta in questi ultimi anni, fa temere si allarghi il ricorso a prestiti   sul  mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali e che può far sì che  la piaga dell’usura si diffonda a macchia d’olio. In questo quadro non stupisce la notizia che un sempre maggior numero di giovani scelga di andarsene dall’Italia per finire gli studi e cercare lavoro altrove. Fra i Paesi più ambiti la Danimarca. Corsi di laurea specifici e moderni, città, come Copenaghen  non solo bella e suggestiva, ricca di aree verdi e con un basso tasso d’inquinamento atmosferico, molto più aperta ai giovani,  cui vengono dati incentivi  per proseguire gli studi e farsi largo nel mondo del lavoro e non è un caso se la Danimarca sia stata eletta il Paese più felice del mondo da un gruppo di ricercatori delle Nazioni Unite (1) i quali hanno stilato la classifica delle nazioni dove senso di felicità, benessere sociale e tranquillità economica sono più diffusi tra la popolazione. In questa graduatoria, l’Italia occupa soltanto il 28° posto.

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