Italia dimezzata, i rischi per il futuro

Aspettando il 25 settembre  Fare Diritti si guarda intorno e non vede nei programmi elettorali la giusta attenzione verso l’obiettivo della parità di genere.

Linda Laura Sabbadini  il 19 agosto in un articolo sul Portale delle donne, DONNE IERI OGGI E DOMANI, ha definito  l’Italia una democrazia dimezzata. L’esclusione di metà della popolazione femminile dal lavoro e quindi dalle opportunità e dai diritti legati all’occupazione, fa del nostro uno dei Paesi più arretrati dell’Unione europea sul tema dell’uguaglianza di genere.dell’Unione europea sul tema dell’uguaglianza di generehome pagefare diritti – Telestense

 

Eppure, scrive la Sabbadini, abbiamo una delle costituzioni più attente ai diritti delle persone,
L’avere, tuttavia, lasciato inattuato l’art.3, dopo 74 anni dal varo della Costituzione repubblicana,  fa dire alla direttrice generale Istat, espertissima di dati e percentuali, che in Italia esiste un’emergenza lavoro per le donne, che si riverbera su altri piani  della vita familiare e della vita sociale.

A soffrirne è prima di tutto l’autonomia economica delle donne, che continuano a vedersi in una posizione di dipendenza oppure sono  costrette a ricorrere all’assistenza pubblica o a mendicare un lavoro in nero.

Siamo 14 punti sotto la media europea del tasso di occupazione femminile, 23 sotto la Germania, 15 sotto la Francia, penultimi prima della Grecia. Scrive Linda Laura Sabbadini,
Abbiamo un milione di donne che pur cercando lavoro non riescono a trovarlo e 8 milioni che neanche lo cercano. Siamo ultimi per lavoro nella fascia delle giovani da 25 a 29 anni. Il divario con l’Europa è in questo caso a più di 17 punti percentuali, cioè ancora  più alto.

Idem  per le 30-34enni.Il problema, incalza Sabbadini non è solo femminile riguarda tutto il Paese , privato di risorse importanti.

Con pochi  giovani in età lavorativa,  molti impiegati in lavori precari o sottopagati o senza lavoro, con più  metà  della popolazione femminile senza occupazione o con occupazioni precarie, il Paese non può avere grandi prospettive di sviluppo e di crescita.

Europa

La parità di genere è uno degli obiettivi fondamentali promossi dalle istituzioni europee. Negli anni però il divario retributivo si è ridotto appena, e le donne sono tuttora significativamente più esposte a povertà e esclusione sociale.

Non c’è presente, non c’è futuro, dice la guru della statistica, e purtroppo di questo si parla poco, mentre  molte donne sembrano inconsapevoli o rassegnate.

 

Dalia Bighinati

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