Italia Nostra: “Non demolite il campanile di Buonacompra”

Chiesa di Buonacompra (Fonte: Ansa)

Un telegramma urgente indirizzato al prefetto di Ferrara, al direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia, al sindaco di Cento e al Procuratore della Repubblica del Tribunale di Ferrara per “bloccare e scongiurare la demolizione del monumentale campanile della Chiesa parrocchiale di Buonacompra”, danneggiato dal sisma del 20 maggio scorso. A inviarlo è l’associazione ‘Italia Nostra’.

A giudizio dell’associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale, il campanile è “suscettibile di un consolidamento tecnicamente agevole e attuabile in condizione di sicurezza, contro l’ingiustificata intenzionale distruzione di un edificio di alto valore culturale, perfino penalmente sanzionata”.

L’appello di ‘Italia Nostra’, si legge in una nota, “invoca il rispetto per la tutela di un monumento cui anche la comunità locale riconosce un irrinunciabile valore identitario contro un’operazione, quella dell’abbattimento, giudicata sbagliata che rientra in una sommaria e indiscriminata azione di demolizioni”.

(ANSA)

12 pensieri riguardo “Italia Nostra: “Non demolite il campanile di Buonacompra”

  • 28/05/2012 in 15:05
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    Signor Ilario, lei ha tutte le ragioni! ora si potrà rincuorare! ho letto che a breve (in pochi giorni, 1 o 2 al massimo) dovrebbe arrivare una speciale gru a pinza per la demolizione pezzo pezzo… pensi che a vigarano Mainarda, il campanile pendente con nuove crepe è stato dichiarato agibile, dopo che le persone intorno erano state evacuate… insomma secondo me al momento della verità si fanno prendere dai sentimentalismi per l’abbattimento, mentre chi fa queste scelte si deve rendere conto della possibilità di scosse anche superiori al 5.9 in futuro! quindi? possibili nuovi crolli anche in chiese bellissime ma vecchie come il cucco! i campanili poi sono veramente pericolosi per molti…

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  • 28/05/2012 in 19:13
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    Da ingegnere laureato, posso assicurare al caro signor Ilario che il consolidamento del campanile sarebbe sicuramente molto meno pericoloso per la sua casa che l’abbattimento dello stesso. Una demolizione di un edificio in simile stato presenta un alto rischio di possibile cedimento, con conseguenze anche disastrose per la Sua casa e quella dei vicini. Le sollecitazioni provocate da una gru a pinza potrebbero minare definitivamente la sua stabilità e farlo collassare in maniera del tutto incontrollata. Invece un consolidamento permetterebbe di salvare la struttura in quanto “patrimonio artistico” (senza contare il fatto che i costi per una simile opera sono molto più contenuti), prevenire eventuali altri danni in caso di nuove scosse sismiche ed evitare deleteri inconvenienti derivanti da quanto sopra scritto.

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  • 28/05/2012 in 21:34
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    X il signor Ilario : non mi ringrazi per iul sostegno, tra terremotati la solidarietà è il minimo! la capisco benissimo… fino a qualche anno fa l’avrei pensata diversamente:S certamente quel che dice l’ ing Aldo è alquanto impreciso… in verità il problema è che un consolidamento non è mai e dico mai cosa certa… si basa sempre su una certa quantità di rischio di imprecisioni dovute ad una muratura sicuramente disomogenea! l’abbattimento è rischioso sul momento, ma in seguito non si presenteranno mai più rischi (cosa che qualsiasi consolidamento non permette!)… qualunque scienziato sa che il margine di rischio esiste sempre, ma un conto è tenerlo per una giornata durante una demolizione, altro è tenerlo per sempre con un campanile cadente riarmato! Poi c’è il fatytore umano descritto da Ilario… lo stesso fattore umano inconscio che dovrebbe far riflettere tutti molto bene sul problema della grande inadeguatezza di TUTTE le nostre strutture attuali ai sismi! una scossa di 6 gradi è tutt’altro che improbabile! chi garantisce che molte strutture riconsolidate dalla struttura muratoria disomogenea reggano? sa che strage se le chiese erano piene? io la responsabilità non me la prenderei!

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  • 29/05/2012 in 0:37
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    Salve,
    io abito a Buonacompra da sempre, aver perso la chiesa è stato molto triste e l’idea di perdere anche il campanile mi rattrista ancor di più…
    anche a me piacerebbe riuscire a conservarlo ma oggettivamente credo che i lavori da fare per salvarlo sarebbero quantomeno spropositati…
    Non so chi di voi ha visto la struttura (oltre ad Ilario): il campanile è fratturato in 2 piani di taglio (obliqui), la parte centrale si è spostata e ruotata di un buon 30-40 cm…probabilmente si potrebbe consolidare, però la strada che passa a 3 metri (la via bondenese) che è sempre trafficata e sulla quale passano tanti camion pesanti (casa mia vibra più loro che con i terremoti di magnitudo 2) temo che metterebbe sempre in situazione di rischio grave tutta la struttura…oggettivamente come ingegnere (meccanico, non edile) non me la sentirei di sottoscrivere un progetto del genere…poi ci saranno anche tecnici che sapranno salvarlo, ma se poi si dovrà anche chiudere la strada temo sarà la fine del paese…
    Inviterei quindi i signori di Italia Nostra a venire a vedere, prima di scrivere lettere…a questo punto la scelta diventa o il campanile o il paese…il primo si può ricostruire più solido, il paese no…

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  • 29/05/2012 in 15:26
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    Per il Sig. Ilario: le reinvio l’ultima domanda: cos’è crollato stamane? Chi ci è rimasto sotto? Capannoni, operai… Unico crollo che ha causato danni effettivi del da lei criminalizzato “patrimonio artistico” è stato l’interno del Duomo di Carpi, all’interno del quale è rimasto il Parroco.
    Il Vaticano purtroppo può fare poco in questi casi: le Sovrintendenze (nel bene e nel male) rendono infinitamente lunghi e complicati gli iter per il restauro di edifici storici. Il problema sta tutto lì, ringraziate quei signori (lo dico da Ingegnere)…
    Ora, non vorrei scatenare polemiche, ma non facciamoci prendere la mano con questa storia di “tutto è vecchio, tutto è pericoloso, tutto è da abbattere”. Chi è del mestiere lo sa benissimo, ascoltate le trasmissioni radio di queste ore.

    Accanto a questi pensieri prettamente tecnici, assicuro la vicinanza affettiva ed umana alle popolazioni colpite.

    Aldo

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  • 29/05/2012 in 18:14
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    Da campanaro mi permetto contraddire signor Aldo. I nostri campanili subiscono quotidianamente grandissimi “spintoni” che vengono dal movimento molto forte delle campane. Un consolidamento di questo campanile (o quel che ne resta) oltre che a minare la sicurezza generale del paese bloccherebbe anche il suono delle campane. Meglio tirarlo giù con tutte le cautele e, con calma, ricostruirlo, utilizzando le tecnologie odierne che ci permettono di prevenire futuri crolli. Magari se si ricostruisse “com’era, dov’era” sarebbe anche meglio, ma non spetta a noi decidere. Intanto assicuro la mia massima vicinanza al signor Ilario, Andrea e a tutti coloro che si trovano in questa sgradevolissima situazione.

    stefano

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  • 30/05/2012 in 2:06
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    Meglio aspettare, ricontrollare e aspettare. Si fa presto a demolire…
    Non abbattete quel campanile!

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  • 30/05/2012 in 11:55
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    Marco? Ma ……..! Se ci abitassi tu la sotto…

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  • 01/06/2012 in 12:27
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    io non voglio entrare in polemica rispettosa con italia nostra e delle loro giudizio di esperti, prima di prenderla in considerazione in ma volevo sapere se questa gente che si permette non so da che zona tranquilla d’italia a sentenziare sulla pelle di povera gente impaurita, chiedendo se stanno usando gli stivali ed almeno una pala in zona a lavorare come volontari in aiuto ai terremotati , ed il loro stipendio di quanto é..lo stanno devolvendo a favore dei terremotati e da chi da 15 giorni non prende uno stipendi ed é fuori di casa , tutto qua

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  • 04/06/2012 in 15:09
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    La questione dei campanili pericolanti sembrerebbe elementare da risolvere (i campanili pericolanti vanno abbattuti prima che crollino sulle case), il problema è che siamo in Italia (terra di speculazione edilizia) e dobbiamo fare i conti con la mancanza di trasparenza che spesso c’è. Il sospetto, a mio parere più che legittimo, è che si prenda il terremoto come pretesto per demolizioni indiscriminate, a danno di edifici che magari potevano essere recuperati, in modo da sostituire i monumenti con il cemento.questa è la vera questione. in ben pochi casi, infatti, in Italia si è sostituito un edficio di pregio artistico ricostruendolo “come era e dove era”, a causa del finto problema di non creare “falsi storici” (a chi gliene importa oggi, ad esempio, che il ponte di Castelvecchio a Verona sia un “falso”, in quanto fedele ricostruzione post-bellica dell’originale fatto saltare dai nazi? ve l’immaginate se quel ponte fosse stato sostituito da un – immancabilmente orrendo – manufatto “modernista”, come purtroppo è successo per tanta ignobile edilizia di sostituzione?
    Quindi: demolire solo se è acclarata scientificamente l’inevitabilità della demolizione; ricostruire copie esatte (anche con gli stessi materiali: anastilosi) dei monumenti crollati.

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  • 15/06/2012 in 14:34
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    Posso capire tutte le esternazioni del Sig Ilario, ma la questione del Vaticano lasciamola fuori. La chiesa sta facendo la sua parte in ogni dove per mandare fondi, finiamola con la demagogia anticlericale!!!!

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