Italia quasi fanalino di coda in UE per laureati

L’Unione Europea si era posta come obiettivo, entro il 2020, quello di superare il 40% di giovani in possesso di formazione terziaria, ovvero di una laurea.

Obiettivo raggiunto in anticipo, tanto che Eurostat segnala che nel 2018 la percentuale relativa alla fascia d’età dai 30 ai 34 anni era arrivata quota 40,7%, quasi raddoppiando rispetto a vent’anni prima, quando i laureati rappresentavano il 23,6%.

Peccato che, in questo contesto, l’Italia rappresenti quasi il fanalino di coda, con una percentuale pari al 27,8%, superiore soltanto a quella della Romania pari al 24,6%.

Il nostro Paese, peraltro, è tra quelli che conta più abbandoni degli studi, dopo Spagna, Malta e Romania.

Entrando nel dettaglio, nell’Unione Europea spiccano le donne. Le laureate, dal 2002 al 2018, sono passate dal 24,5% al 45,8%.

Analizzando i singoli Paesi, invece, le migliori performance arrivano da Irlanda, con il 56,3% di laureati, Olanda (al 49,4%) e Danimarca (apri al 49,1%).

Unica attenuante per l’Italia è la crescita che il nostro Paese ha avuto in meno di vent’anni, passando dal 13,1% al 27,8% dei laureati, raddoppiando di fatto il dato.

Resta tuttavia il problema degli abbandoni scolastici, che Paesi quali la Croazia, la Slovenia e la Lituania hanno quasi completamente superato, investendo sull’istruzione come leva di crescita e sviluppo.

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