Jobs Act: la voce dell’opposizione

morghen

La più netta, nel respingere la riforma del mercato del lavoro prospettata dal governo Renzi, è Ilaria Morghen, consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle: “Non è altro che un modo per rendere ancora più precario il mondo del lavoro in Italia, senza averne in cambio alcun beneficio.

Togliere le garanzie dell’articolo 18 non comporta alcun miglioramento: un lavoratore sotto imaccia di licenziamento dovrebbe migliorare le proprie prestazioni? Pensarlo, è pura follia”

La posizione di Ilaria Morghen, candidata a sindaco di Ferrara alle ultime elezioni amministrative, è coerente con la posizione del Movimento Cinque stelle che in Senato ha utilizzato ogni strumento per ritardare l’approvazione del Jobs Act.

Analogo il giudizio di Alan Fabbri, sindaco di Bondeno, esponente della Lega e candidato del partito di Salvini alle prossime elezioni regionali: “l’abolizione dell’articolo 18 è un falso problema – dice Fabbri – se si vuole veramente dare una mano alle imprese bisogna ridurre la tassazione a loro carico. Oggi abbiamo imposte che gravano fino al 70% sul costo del lavoro. Su questo bisogna agire, se vogliamo risalire la china”

Su una linea analoga il consigliere regionale Mauro Malaguti: “Sull’articolo 18 si è fatto molto rumore per nulla. Il problema del nostro Paese non è tanto rendere più facili i licenziamenti, quanto affrontare quel 40% di disoccupazione giovanile che abbiamo in Italia. La gran parte delle imrpese del nostro territorio non avranno alcun beneficio da una eventuale abolizione dell’articolo 18”.

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