JU JITSU: le emozioni di Vito Zaccaria

Un amore sbocciato a soli sei anni

“Una volta che avrete imparato a volare, camminerete sulla terra guardando il cielo perché è là che siete stati ed è là che vorrete tornare”. Questa frase di Leonardo Da Vinci è diventato il motto di un grandissimo campione di ju jitsu, un fuoriclasse autentico sul tatami che sarà per sempre un grandissimo esempio in questo meraviglioso sport e nella vita quotidiana, oltre ad essere un professionista esemplare nel suo lavoro: Vito Zaccaria. “Sin da piccolo” – le sue parole – “amavo guardare i film di Bruce Lee e Van Damme, imitando le loro mosse davanti alla TV. Così mia madre decise di portarmi a delle lezioni di arti marziali, ed essendo Cento una cittadina molto piccola, non fu difficile trovare – attraverso la sua fama – la miglior scuola di ju jitsu. Il maestro Silvano Piero Rovigatti fu da subito grande mentore ed incentivò, giorno dopo giorno, la mia passione. Imparavo velocemente e più passava il tempo, più le mie abilità crescevano naturalmente…. tanto da far diventare la palestra la mia seconda casa”. Un talento innato ma anche costanza, dedizione, perseveranza e testardaggine hanno fruttato risultati straordinari: “Il primo allenamento fu all’età di 6 anni, nel 1994. Nello stesso anno venni chiamato ad eseguire una piccola esibizione sul tatami durante una competizione mondiale. In quel momento feci a me stesso la promessa di calpestare gli stessi tatami al raggiungimento dell’età consentita per le qualificazioni. Iniziai a vincere le competizioni locali, regionali e nazionali, facendomi conoscere – pian piano – nel panorama di questa disciplina in Italia. All’età di 16 anni ottenni la mia prima convocazione in Nazionale e all’età di 18 anni il primo esordio agli Europei, ma senza successo. Questo comportò un effetto a cascata di competizioni internazionali; passo dopo passo, le sconfitte divennero vittorie e le medaglie iniziarono ad accumularsi: 5 Ori Nazionali, Oro agli Europei 2011 e Guinness dei Primati nello stesso anno, fino a raggiungere il coronamento della mia carriera sportiva con l’Oro di Pechino 2012”. Atleta genuino, Vito Zaccaria: “Pensavo alle gare come esperienze per arricchirmi e divertirmi con i miei compagni di allenamento; ciò mi ha portato ad essere vincente, non lasciandomi abbattere dagli insuccessi sportivi. Ad ogni sconfitta bisogna imparare ed imporsi di rialzarsi e questa attitudine l’ho applicata anche nella mia vita professionale e lavorativa. Il ju jitsu è la metafora della vita, una serie di sfide da affrontare e vincere sotto forma di allenamenti sulla materassina”. Inevitabile un pensiero rivolto alle persone più significative nel suo percorso sportivo: “In primis i miei genitori che – con costanza – mi accompagnavano ed assistevano tutti i giorni agli allenamenti, aspettandomi su una panchina pazienti ed orgogliosi. Poi viene il mio maestro Rovigatti, la cui presenza fu costante durante tutta la mia carriera sportiva e dal quale ho imparato tutto (per quanto concerne questa nobile arte) e che con il tempo divenne un secondo padre. Oltre alla figura paterna acquisita, in palestra ho trovato un grande compagno di gare ed avventure con il quale ho condiviso le mie vittorie più significative: Michele Vallieri”. Ma non è certo tutto: “Soddisfatto della mia carriera sportiva, decisi di dedicarmi agli studi laureandomi in Ingegneria Meccanica nel 2015. Intrapresi una collaborazione con l’Università di Ferrara e qualche anno dopo fondai una società di servizi ingegneristici – la Solid Energy – dalla quale trovo altre soddisfazioni. I successi della mia azienda posso certamente motivarli con l’imprinting derivato dal ju jitsu: in ogni azione metto la stessa carica di energia e passione usata per vincere le gare”. Non è un caso, in questo periodo difficilissimo dovuto all’emergenza sanitaria, il notevole lavoro di Vito Zaccaria e la sua azienda – unitamente al collega Claudio Pavan – ed in collaborazione con l’ospedale di Sassuolo: la trasformazione di maschere da snorkeling in ausili di protezione per il personale medico. Il tutto attraverso una sinergia tra la stessa Solid Energy e la Ferrari che ha messo a disposizione le proprie stampanti 3D, stampando il raccordo tra le stesse maschere e gli ausili di protezione, mettendolo così a disposizione dei 2 Ingegneri centesi. Notevoli già i risultati a livello nazionale e tanta la soddisfazione: ora si punta a fare ancora di più per fronteggiare al meglio, combattere ed aiutare in maniera preponderante a sconfiggere il Covid 19. La conclusione è davvero speciale, così come speciale è Vito Zaccaria: “In questo bruttissimo periodo non bisogna mai mollare, occorre pazienza e determinazione in tutte le azioni…. anche le più piccole come restare a casa per proteggere il prossimo”.

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