JU JITSU: Michele Zucchini e le incredibili emozioni che regala il tatami

Passione nata dopo un incidente calcistico

“La mia passione per il ju jitsu è nata quasi per caso dopo la convalescenza per la rottura del polso che mi ero procurato giocando a calcio, nel periodo in cui dovevo affrontare le scuole superiori”. Michele Zucchini, classe 1976…. nato a Cento, vive a San Carlo di Terre del Reno con una compagna e due bimbe di 3 e 1 anno, ha un amore sconfinato per questa arte marziale: “Mi serviva uno sport da seguire e praticare nelle ore serali dopo essermi dedicato allo studio”, le sue parole, “in quel periodo mio zio (Roberto) voleva provare a fare ju jitsu; due suoi amici erano già cintura marrone e facevano questo sport da anni. Dal 1991 ad oggi mi ha fermato solo la rottura di un braccio (sei mesi) e le mie due bellissime bimbe, ma appena me lo permetteranno continuerò ad allenarmi”. Una carriera sul tatami – quella di Michele Zucchini – che rispecchia tutta la sua dedizione verso la materassina: “Mi piaceva enormemente la sensazione di combattere contro un’altra persona…. anche se all’inizio la paura mi bloccava, frenava i miei colpi e movimenti. Non riuscivo a “digerire” il fatto che il mio più forte avversario fossi io stesso. Mi interessava vincere, si; ma alle volte era più soddisfacente aver reagito positivamente alle mie stesse paure. Ho iniziato prestissimo a gareggiare, già cintura gialla con sei mesi di allenamenti. Ho continuato per anni fino al conseguimento della cintura marrone. Ho terminato le competizioni con la prematura scomparsa di un nostro Maestro, Ronni Alberghini. Al termine della mia carriera agonistica avevo collezionato qualche medaglia ed una sicurezza in me stesso di cui ancora vado orgoglioso”. Allievo del Maestro Claudio Leprotti che – a sua volta – è allievo del Maestro Silvano Piero Rovigatti, Michele Zucchini ha raggiunto il 4°DAN con quasi 28 anni di allenamenti. “Terminato il percorso agonistico, ho intrapreso l’avventura di Insegnante e di UKE Assistente. Un’occasione particolare mi ha portato ad insegnare questo sport a Rioveggio (Monzuno): non proprio dietro casa, allora abitavo a Pieve di Cento. Supportato da un amico Istruttore – Gaetano Cristiano – abbiamo portato avanti gli allenamenti per più di sei anni, formando diverse cinture nere. L’ occasione particolare che ci ha portato ad insegnare a Rioveggio è stata la richiesta di un’associazione di mamme intraprendenti: cercavano uno sport alternativo per coinvolgere i bimbi ed i ragazzi della loro comunità. Queste mamme sono poi finite per allenarsi anche loro per anni con ottimi risultati. Nello stesso periodo seguivo anche il Maestro Rovigatti in giro per l’Italia e l’Europa; lo assistevo nell’insegnamento di questa arte marziale e lo facevo come UKE (si esegue in coppia dove uno attacca e l’altro si difende attraverso una tecnica)”. Davvero un esempio Michele Zucchini: “Ai miei allievi spero di aver trasmesso l’amore per questo sport, inculcando loro almeno un po’ della mia passione. Ma anche una sana abitudine a fare attività sportiva che può essere praticata a tutte le età con obiettivi e modalità diverse, ma che sempre permette di stare attivi. Inoltre, ma non meno importante, spero di aver trasmesso la possibilità di sentirsi più sicuri di se stessi”. Piuttosto significativo un pensiero: “In tanti anni di attività sono passate per la palestra innumerevoli persone. Ovviamente quelle che porto nel cuore sono anche quelle più attive nella vita associativa. I Maestri e gli appassionati che ogni giorno portano avanti l’attività sportiva non solo come allenamenti, ma anche come famiglia CSR Ju Jitsu Italia”. Un consiglio inerente questa disciplina, ma che si può estendere in generale? “Ripetere, ripetere, ripetere! Una pratica costante (unitamente alla passione che ci si mette) è l’unica formula vincente”

Un pensiero su “JU JITSU: Michele Zucchini e le incredibili emozioni che regala il tatami

  • 07/07/2020 in 15:26
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    Caro zucca hai un grande spirito e un talento speciale, io ho iniziato troppo tardi e la penso come te le arti marziali ti danno tanto nella vita, il rispetto sopratutto e un’autocontrollo che serve molto nella vita quotidiana. Tu devi continuare e intraprendere il percorso del grande maestro Leprotti e il Mestro dei maestri Rovigatti… Le doti non ti mancano. ????????

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