La Ccsvi esiste ed è presente nella SM: la patologia vascolare scoperta otto anni fa dall’ equipe del prof. Zamboni viene riconosciuta anche dai neurologi

ccsvi

La notizia è stata diffusa il 28 gennaio scorso sugli organi di stampa nazionali da Gisella Pandolfo, responsabile dell’Ufficio stampa della Onlus CCVI nella Sclerosi multipla, Associazione che da anni sostiene la ricerca del prof. Paolo Zamboni.

“Una rivista scientifica internazionale dedicata alla sclerosi multipla ‘Journal of Multiple Sclerosis’” ,dice il comunicato dell’Associazione , ha pubblicato uno studio a firma dei proff. Unife, Paolo Zamboni e Massimo Pedriali, anatomopatologo, che sta già facendo il giro del mondo scientifico, secondo il quale la CCSVI, individuata otto anni fa dal prof Paolo Zamboni, esiste come entità patologica, ed esiste nella sclerosi multipla. Questo studio dimostra, dice il Presidente dell’Associazione, Gabriele Reccia, che anche la scienza neurologica comincia a prender coscienza di una condizione patologica vascolare.

Rimane ancora tanto lavoro da fare ma questa verità non va più taciuta. Da sempre chiediamo al ministero della salute il riconoscimento della CCSVI come patologia: ora abbiamo una forte arma di persuasione in più. E siamo anche orgogliosi” conclude Reccia “di aver cofinanziato, nel nostro piccolo, uno degli importanti studi citati in questa review”. La notizia riguarda sia i malati di Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale (CCSVI), sia quelli colpiti da Sclerosi Multipla (SM) ed è importante perché potrebbe mettere finalmente fine alla controversia scientifica scoppiata intorno alla scoperta fatta otto anni fa dal prof. Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara e dalla sua equipe, circa la correlazione fra insufficienza venosa cronica cerebrospinale e sclerosi multipla. Una correlazione rifiutata da una gran parte del mondo dei Neurologi, che in questi anni hanno opposta una tenace chiusura alla tesi di Zamboni, peraltro supportata da crescenti evidenze nel mondo della ricerca internazionale, che attribuiva alla CCSVI un ruolo importante fra le cause della Sclerosi multipla. Oggi la pubblicazione dello studio sul ‘Journal of Multiple Sclerosis’, apre un nuovo capitolo nel campo della ricerca sulla Sclerosi multipla, poichè i neurologi riconoscono che la CCSVI, individuata otto anni fa dal prof Zamboni come entità patologica, è presente non solo, ma anche, nella sclerosi multipla. Lo studio, ‘The pathology of the Internal Jugular Vein in Multiple Sclerosis’, rappresenta, dunque, ‘la prima volta’ da parte della neurologia nei confronti dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale, collegata alla complessa patogenesi della SM, e in particolare all’impatto del diminuito deflusso cerebrale sulla dinamica del fluido cerebrospinale e sulla perfusione cerebrale.

“La pubblicazione di questa ricerca rappresenta una grande vittoria della libera ricerca medica, un ulteriore passo avanti che conferma l’importanza della componente vascolare e del ruolo che essa gioca nelle malattie neurodegenerative come la Sclerosi Multipla” afferma il presidente dell’Associazione CCSVI nella Sclerosi multipla Onlus Gabriele Reccia. “Non siamo medici, ma rappresentiamo malati di Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale e Sclerosi Multipla, e i loro familiari, e abbiamo sempre creduto che la rivoluzionaria scoperta del prof Zamboni rappresentasse una concreta speranza per i malati, che deve continuare ad essere indagata.”

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