“La città in ascolto”: mamme di ragazzi autistici si raccontano – INTERVISTE

Primo incontro ieri de “La città in ascolto”, dedicato al racconto di madri  di ragazzi affetti da sindrome autistica.

Sentiamo il commento di Mariella Ferri, presidente della Fondazione “Dalla Terra alla Luna”, a cui è toccato il compito di aprire l’incontro, dopo i saluti dell’assessora Dorota Kusiak e l’introduzione di Dalia Bighinati, ideatrice del progetto, che ha sottolineato  come fra le motivazioni dell’iniziativa, pensata come un micro- esperimento di nuova cittadinanza consapevole,  ci sia l’intenzione di favorire  occasioni di conoscenza reciproca all’interno della città in una logica di “amicizia civile” fra i componenti in particolare di Associazioni che si ispirano alla logica dell’ “auto-mutuo- aiuto”  e Associazioni femminili e culturali cittadine, scelte in quanto costituzionalmente aperte ai temi del dibattito socio-culturale e ai valori della cittadinanza responsabile. 

Da questi incontri potrebbero nascere nuove idee, nuove relazioni, una sintonia fra cittadine e cittadini che portano un carico familiare diverso. Da un lato ieri a raccontarsi e a mettere a fuoco la quotidianità di un impegno permanente di care giver famigliare , le madri “care giver di figli affetti da disturbi dello spettro autistico”. Una realtà che la comunità ferrarese conosce , per così dire, da lontano, con cui ha incontri sporadici in occasioni rituali. Ieri l’incontro de La città in ascolto, aveva l’obiettivo di infrangere la ritualità di questi modelli,  mettendo in evidenza la possibilità di una comunicazione e di un ascolto empatici.

In questa prospettiva sono intervenute la dottoressa Paola Carozza, psichiatra e responsabile dei Servizi della Psichiatria dell’Ausl Ferrara, la dottoressa Franca Emanuelli, responsabile della Neuropsichiatria infantile, la dottoressa Lidia Calzolari, educatrice dei servizi scolastici del Comune di Ferrara, la coordinatrice dell’iniziativa, dottoressa Donatella Mauro, responsabile dei rapporti con il territorio del Servizi educativi del Comune. Tante le testimonianze molto concrete e precise delle  mamme presenti, che hanno messo in luce come la mancanza di un riconoscimento pubblico e istituzionale del loro ruolo di madri – care giver permanenti sia una delle cause che maggiormente impedisce la libera scelte di donne –  all’incontro mancavano i padri – che si sentono inevitabilmente relegate al ruolo di cittadine di serie B.

Le Istituzioni fanno tesoro di questi momenti di confronto libero , hanno rimarcato sia Paola Carozza, che Donatella Mauro, valorizzando il ruolo di un incontro, che nasce controcorrente rispetto alle abitudini associative cittadine e al tradizionale rapporto fra privati e Istituzioni pubbliche.  In questo caso, ha ribadito Kusiak, l’Amministrazione pubblica vuole favorire il formarsi di nuove reti all’interno della comunità cittadina, ma contemporaneamente ascolta e si impegna a tenere in considerazione i bisogni espressi dalle associazioni chiamate a raccontarsi.

Il secondo incontro si svolgerà il 10 maggio, sempre nella saletta convegni della Casa di Biagio Rossetti. Sono chiamate a raccontarsi le famiglie di ragazzi con disturbi di personalità border line e gli psichiatri che seguono le attività formative dei genitori nella logica della “family connection”.

Prossimo incontro: 10 maggio con inizio alle 17.15. 

Le promotrici ringraziano la squisita collaborazione e accoglienza delle operatrici del Centro “Raccontinfanzia” che ha sede all’interno di Casa Biagio Rossetti.

Dalia Bighinati 

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