La contraffazione nei cosmetici

trucchi2La Cina produce il 37% del totale dei cosmetici contraffatti e l’80% di tutti i prodotti contraffatti, cosmetici e non cosmetici. Seguono Indonesia (19%), Ucraina (16%) ed Emirati Arabi (10%). Nella regione del Golfo, ad esempio, il mercato di cosmetici e articoli da toletta contraffatti è diventato un affare da 210 miliardi di dollari. La contraffazione, già da molti anni, coinvolge anche il settore dei cosmetici e dei prodotti per la cura della pelle – ha ricordato il presidente dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà , Aldo Morrone. – Il problema dei cosmetici contraffatti coinvolge soprattutto le persone di cute scura che, per motivi sociali e culturali, utilizzano particolarmente prodotti sbiancanti per diminuire la tonalità del colore nero. Sull’onda di questa percezione dei canoni di bellezza, il mercato è stato invaso da creme depigmentanti, a base di idrochinone, cortisonici e composti di mercurio a concentrazioni diverse e non indicate nei foglietti illustrativi, con controindicazioni non ben segnalate. Ovviamente l’utilizzo di questi prodotti, oltre ad essere inefficace per scopi cosmetici, può portare a conseguenze negative per la salute”. E questi prodotti pericolosi rischiano di invadere anche l’Europa e l’Italia: nel solo 2003 alle dogane sono stati fermati quasi 600.mila pezzi. L’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà lancia pertanto una campagna contro i cosmetici contraffatti e la loro diffusione nei paesi in via di sviluppo invitando tutte le autorità sanitarie dei vari paesi a vigilare sulla qualità dei prodotti cosmetici, controllando bene preparazione, confezionamento, etichettatura e concentrazione delle sostanze chimiche, investendo inoltre sulla prevenzione e sulla lotta, anche legislativa e repressiva, del mercato illegale.

 

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