LA FIKTA SULLA MORTE DI WILLY MONTEIRO DUARTE

Difficile spiegare come certe persone possano frequentare le palestre

Un gesto deprecabile, sconsiderato, di violenza inaudita. E’ così che si può definire l’episodio in cui il 21enne Willy Monteiro Duarte ha perso la vita a Colleferro nel tentativo pacifico di sedare gli animi alterati di una banda di “violenti” che si sarebbero scagliati contro un innocente, e per il quale Willy, prendendone le difese, ha pagato il prezzo più alto rimanendo a terra inerme.

La FIKTA, Federazione Italiana Karate Tradizionale e discipline Affini, si associa al coro della FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali) precisando anch’essa che il comportamento della banda di picchiatori non risponde in nessun modo ai valori trasmessi dal Karate Tradizionale, valori come il rispetto per l’avversario e per le regole, e che promuove la pratica dell’autocontrollo per sé e per gli altri.

Non è spiegabile come questi “violenti” potessero continuare a frequentare una palestra la quale, si legge, insegna “arti marziali” miste, dove per “arte marziale” si intende un percorso di miglioramento individuale e di attività fisica completa e considerate come uno strumento di crescita morale e spirituale.

Il “karate-do”, ovvero, la “via della mano vuota” non può essere accomunato nemmeno idealmente a nessun genere di violenza che trascende il codice etico delle arti marziali.

Come per la FIJLKAM, la FIKTA si augura che la stampa o chi per essa non voglia accomunare al karate la pratica della violenza di questi individui le cui azioni non hanno nulla a che vedere con gli insegnamenti che gli allievi ricevono, quotidianamente, nelle palestre delle associazioni di karate

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