La “fine” dell’Ippodromo come centro ippico

Prima la crisi e  poi la spending rew hanno decretato la fine del centro di incremento ippico che a Ferrara si trova in città. E’ ubicato nella zona sud in una via che guarda caso si chiama proprio via Ippodromo. Una struttura che negli anni Novanta è stata il fiore all’occhiello dell’ippica estense ma anche dell’intera regione Emilia Romagna.

Lì si faceva incremento ippico e cioè si fecondavano le cavalle di razza per preservare gli stalloni di pregio. L’ippodromo estense aveva 170 box, laboratori per l’inseminazione artificiale  e 32 addetti.

Oggi la struttura non è più quella di vent’anni fa. Al piano superiore delle tribune dove un tempo si seguivano le gare di trotto sono rimasti gli uffici della Regione che però sono in via di trasferimento. Al via vai di gente oggi infatti i corridoi sono pieni di scatoloni per la trasferta del centro che tornerà a Bologna. Il centro di incremento ippico infatti rimane come ufficio di certificazione delle razze equine ma non farà più sperimentazione.

Una decisione presa dalla stessa Emilia Romagna che ha già messo a casa nove dei 32 dipendenti rimasti dai tempi d’oro della struttura. Nove lavoratori che avevano un contratto stagionale, secondo quanto prevede il settore agricolo, che dall’oggi al domani si sono ritrovati senza un’occupazione.

Chiuse anche una parte delle stalle. In alcuni box oggi la gestione è stata affidata ad associazioni locali come Anfass, Acli e Coccinella per effettuare corsi di ippoterapia e altre attività tutte correlate con la passione per l’equitazione.

Che cosa ne sarà della struttura, che oggi sembra abbandonata e regno dei piccioni urbani, si saprà solo da metà settembre.

Per quella data infatti è previsto un bando pubblico dove saranno vendute parte delle strutture dell’ippodromo, i vecchi macchinari per l’inseminazione e parte delle stalle per i cavalli.

I diciannove animali rimasti nell’ippodromo, dopo l’allarme lanciato dall’Enpa, l’ente che protegge gli esseri viventi a quattro zampe, 17 cavalli e due asini, non saranno mandati al macello. Lo assicura l’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni che in un’agenzia Ansa dichiara che gli equini saranno venduti all’asta ad un prezzo superiore a quelli per il macello e quindi per questo non interessanti per l’uso alimentare. Rabboni inoltre assicura che gli equini finiranno in allevamenti attivi.

[flv]http://telestense-view.4me.it/api/xpublisher/resources/weebopublisher/getContentDescriptor?clientId=telestense&contentId=b49d16b6-31b5-486a-9ea7-2ab783c75b00&channelType=STREAMHTTPFLASH[/flv]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *