La Fondazione: “Carife poteva essere salvata”

CarifeLa Cassa di risparmio di Ferrara avrebbe potuto riprendere la normale operatività: non era né insolvente né fallita, e la sua crisi avrebbe potuto essere risolta senza sacrificare migliaia di azionisti e di clienti.

Lo afferma la Fondazione Cassa di risparmio di Ferrara, l’ente che fino a circa un anno fa deteneva il pacchetto azionario di maggioranza della Banca di Ferrara; e lo afferma sulla base di una serie di fatti, in parte pubblicati anche dalla stampa locale.

In primo luogo, c ‘è una sentenza della Corte d’appello di Bologna, del 19 maggio 2016, in merito a un ricorso presentato da ex amministratori della banca, contro la dichiarazione di insolvenza di Carife, avvenuta nel mese di febbraio del 2016.

fondazione carifeLa Corte d’Appello spiega che lo stato di insolvenza di Carife era conclamata quando la Banca venne posta in liquidazione coatta, il 22 novembre del 2015, in coincidenza con l’emanazione del cosiddetto ‘decreto salva banche’ e con la nascita della Nuova Carife; lo stato di insolvenza non risulta invece accertato, dice ancora la sentenza, alla data del 27 maggio 2013, quando la Carife venne commissariata per decisione della Banca d’Italia.

La Fondazione ripercorre anche alcuni aspetti della gestione commissariale per sottolineare che la Carife, durante il commissariamento, ha perduto impieghi per il 64%, e raccolta per il 35%, oltre a scontare una diminuzione, sottolineata dagli stessi commissari, del clima di fiducia della clientela,e perdite patrimoniali ingenti.

Il punto d’arrivo della tesi sostenuta dalla Fondazione Carife è semplice: Carife non era insolvente, la si poteva salvare grazie all’intervento del fondo di garanzia sui depositi bancari: il 30 luglio l’assemblea dei soci aveva approvato l’aumento di Capitale che gli stessi commissari avevano avallato. L’operazione non fu portata avanti, perché considerata aiuto di Stato dall’Unione europea; eppure, un’altra operazione pressoché identica è ora stata approvata e verrà portata a termine della Cassa di riospamrio di cesena.

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