La giornata elettorale delle Borse

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Il pomeriggio elettorale, caratterizzato da un brusco cambiamento di segno delle previsioni sull’esito finale del voto, ha determinato anche un brusco cambiamento di segno degli andamenti di borsa. Alle 15, quando sono usciti gli instant poll degli istituti di sondaggio che prevedevano una vittoria del centrosinistra sia alla camera sia al senato, la borsa si Milano ha festeggiato, assestandosi su un guadagno oltre il 3%.

Poi, nel giro di un’ora e mezza, la situazione è cambiata: le previsioni sull’esito finale del voto hanno cominciato ad assegnare la probabile vittoria – al senato – al centrodestra. E le borse hanno cominciato a perdere terreno e guadagno, e Milano ha chiuso allo +0,73%.

Il motivo è ovvio: una vittoria sia pure di misure del centrodestra al senato, con proiezioni che lo danno intorno al 31% davanti al centrosinistra al 30%, potrebbe significare uno scenario di instabilità politica, con l’impossibilità di avere maggioranze omogenee nelle due camere del parlamento, e enormi difficoltà nel formare un governo che tenga. E come si sa, i mercati temono l’instabilità più di ogni altra cosa.

I dubbi sul futuro governo hanno condizionato anche lo spread: alla chiusura delle urne, il differenziale di rendimento tra Btp italiano e Bund tedeschi si restringe fino a quota 258 punti, con i titoli italiani scambiati al 4,2%, poi è tornato a 290 punti. A questo punto il vero test post-elettorale per il debito italiano si terrà mercoledì, quando in asta andranno titoli a 5 e 10 anni.

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