La ‘guerra’ dei carrozzieri alle assicurazioni – VIDEO

carroz

Parte la mobilitazione degli autoriparatori che chiedono a Governo e Parlamento di cancellare la norma che obbliga dopo un sinistro di rivolgersi alle carrozzerie convenzionate con le assicurazioni.

Non ci sta la categoria degli autoriparatori ad accettare la norma contenuta nel decreto “Destinaziione Italia” che da oggi – di fatto – rende obbligatorio dopo un sinistro rivolgersi alle officine autorizzate della assicurazioni. Per tale motivo da domani la categoria si mobilita e a Roma chiederanno un confronto con il Governo prima e con il Parlamento poi per abolire il provvedimento che di fatto – sostengono i carrozzieri – decreterà la fine del settore. Su 19mila carrozzerie che esistono in Italia – se questo provvedimento non verrà cancellato – dicono le associazioni di categoria Cna e Confartignanato – circa 16 mila esercizi del settore saranno costretti a chiudere. Così da domani parte la mobilitazione dei carrozzieri e di tutti gli autoriparatori che pensano di arrivare – se sarà necessario – anche al referendum.

Così oggi anche a Ferrara, Cna, Confartigianato e il rappresentante dei carrozzieri provinciale ma con carica anche nazionale, Franco Mingozzi hanno convocato la stampa e hanno spiegato le ragioni della loro protesta. Gli autoriparatori infatti ritengono che il mercato che gestiscono da anni debba rimanere libero e non controllato da banche e assicurazioni che hanno interessi altri – sostengono gli autoriparatori – rispetto a quelli di incentivare l’economia del settore.

[flv image=”https://www.telestense.it/img-video/carrozzieri.jpeg”]rtmp://telestense.meway.tv:80/telestense_vod/14012014_carrozzai.mp4[/flv]

Per Confartigianato inoltre il nocciolo della questione sta nel mettere le mani a un fondo finanziario di rotazione alle quali le assicurazioni attingono per pagare le riparazioni. Un fondo – sostengono le categorie di settore- che se viene ridotto nella quota destinata agli artigiani permette di avere maggiore capitale da investire in altre operazioni finanziarie.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *