La nanomedicina per curare Alzheimer e Parkinson

nanomedicinaRicerche dell’università di Modena e Reggio Emilia sulla nanomedicina aprono nuovi orizzonti per la cura di patologie del sistema nervoso centrale come Alzheimer o Parkinson.

 

Gli studi condotti da ricercatori emiliani con l’Università di Ulm (Germania) hanno trovato spazio sulla rivista internazionale Journal of Controlled Release.

I risultati hanno confermato la capacità di nanoparticelle polimeriche biodegradabili e biocompatibili nel superare la barriera emato-encefalica in maniera efficiente e rivelato i bersagli molecolari e cellulari specifici di queste nanoparticelle all’interno delle strutture cerebrali. “Veicolare efficacemente farmaci a cellule cerebrali a fini terapeutici – hanno spiegato gli autori Antonietta Vilella e Giovanni Tosi – è un’impresa particolarmente ardua data la barriera biologica da cui è protetto il cervello e la grande eterogeneità cellulare da cui è composto.

Questa ricerca dimostra che le differenti popolazioni cellulari cerebrali captano in maniera differente le nanoparticelle e possono quindi essere bersaglio preferenziale dei farmaci che ne siano veicolati”.

 

“L’identificazione dei bersagli cellulari delle nanoparticelle e la comprensione dei meccanismi molecolari che permettono l’entrata delle nanoparticelle nelle cellule ed il loro trasferimento in cellule vicine – hanno aggiunto i responsabili del progetto, Michele Zoli e Maria Angela Vandelli – forniscono le basi biologiche per la veicolazione di farmaci neuroattivi a specifiche popolazioni di cellule cerebrali”

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *