La più antica Chiesa colpita dal sisma

E’ il simbolo della cultura di Poggio Renatico tanto che da anni in quella che oggi viene chiamata la Chiesa Vecchia all’interno venivano organizzate preghiere, convegni culturali e anche dibattiti politici.

Nasce come pieve della famiglia Lambertini di Bologna quella che poi darà i natali al cardinale Lambertini, diventato poi papa Bnedetto XIV.

Oggi questa chiesa, dopo essere stata anche il luogo dell’arsenale tedesco in tempo di guerra è un luogo di aggregazione in mano a una gestione privata. A toglierla da un destino triste, rischiava di diventare un magazzino, è stato un architetto di San Pietro in Casale, Antonino Persi. Per lui la Chiesa Vecchia è come una figlia, ma forse anche qualcosa di più tanto che ci ha fatto la tesi di laurea in architettura e oggi con convinzione, anche se la voce ha un nodo alla gola,  la definisce come il monumento più vecchio che il terremoto ha potuto colpire nel ferrarese. Questa chiesa dunque non si può e non si deve perdere, spera Persi, perché lì dentro c’è gran parte della storia pittorica e architettonica bolognese collegata alla famiglia Lambertini…

Il terremoto ha compromesso gran parte della struttura ma lui con immagini alla mano fa vedere alle autorità che un recupero è possibile a tutti i costi. Anni fa aveva messo in sicurezza una delle zone più belle della chiesa: il catino dove era raffigurato San Michele Arcangelo, rimasto in piedi nonostante lo schiaffo inferto dal terremoto. Ma…dentro quella pieve ci sono altre iconografie da scoprire, sostiene  ancora il titolare che è disposto a giocarsi tutto in prima persona pur di scegliere la via del recupero…

Oggi infatti si è tenuto il sopralluogo con i tecnici per decidere sul da farsi…

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2 pensieri riguardo “La più antica Chiesa colpita dal sisma

  • 22/06/2012 in 17:14
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    ha ragione, l’abbazzia non si deve abbattere!
    dò tutta la mia disponibilità tecnica (e/o espserienza)per il recupero.
    saluti
    ing. Leone Giacomelli

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  • 30/06/2012 in 18:32
    Permalink

    Il recupero è pienamente possibile. Ad essere lesionate infatti sono state soprattutto le mura esterne che non hanno una funzione portante. Il Venturoli costruì una chiesa nella chiesa e quella fortunatamente s’è salvata abbastanza. Avendo fatto le ricerche storiche di cui s’è servito l’architetto Persi per la sa sua tesi di laurea so bene di cosa si tratta meglio di qualunque altro. Quella chiesa è un nodo importantissimo nella storia della pittura e decorazione nella Bologna di Fine Settecento. Solo un pazzo o un barbaro ignorante può pensare di demolirla o alterarla. Se mai andrebbero demolite la casa costruita sull’ex canonica e l’altra casupola che ha sostituito l’abside segno di un’ncivilta architettonica e fonte di pericolo e danni inteollerabili per un monumento di quella importanza. So che questo mi attirerà molte ire ma è ora che qualcuno dica la verità anche ai poggesi.

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