La Provincia si mobilita contro la violenza

palloncini

Tante le iniziative oggi in città e provincia per la giornata mondiale contro la violenza alle donne. Maratone di lettura, convegni, spettacoli ma anche raccolte fondi.

La città e la provincia di Ferrara dicono No alla violenza sulle donne. La giornata internazionale contro la violenza alle donne si è aperta ad Argenta, questa mattina con il lancio di 150 palloncini rossi in piazza Marconi. Poi un convegno, al convento dei Cappuccini, si è soffermato sulla “Violenza vista dai giovani”. Il pomeriggio una manifestazione per dire “No al femminicidio, no alla violenza” seguita dall’inaugurazione della mostra fotografica “Rossono”.Ai nuovi progetti per contrastare la violenza è invece dedicato il convegno in programma questa sera, sempre ad Argenta al centro culturale Mercato. A Copparo sempre questa sera, alle 20.30, inizia il ciclo di incontri (InDIFESE) a Palazzo Zardi al termine del quale è prevista una lezione pratica sulle Tecniche evasive del Karate tradizionale come strumento di autodifesa.
A Vigarano Mainarda invece, alle 21 presso il centro Multimediale va in scena lo spettacolo”Malo eres sei cattivo”. organizzato da Comune e associazione Aurora a cura dell’officina teatrale A-Ctuar di Ferrara. A Portomaggiore alle 18 nella biblioteca municipale, maratona di lettura. Tante donne daranno la loro voce alle vittime di femminicidio le cui storie sono proposte da Serena Dandini in “Ferite a Morte”. Ma anche il mondo del commercio è stato coinvolto nella giornata. Conad ha deciso che oggi l’1% della spesa fatta nei propri supermercati sarà destinato a favore di donne in difficoltà per violenze subite.

Molti negozi invece, in città e provincia, hanno esposto e in alcuni casi distribuito l’adesivo della campagna informativa “No More” (mai più); questa iniziativa è frutto della collaborazione di Cna, Confartigianato, Confesercenti ed Ascom con Comune, Provincia e Udi.

A Formignana infine, in viale Mari sono state esposte trenta colorate sciarpe rosa e rosse realizzate dalle donne del paese come gesto simbolico per dire un forte basta al femminicidio e alle violenze spesso domestiche.

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